L’università in prima fila per sconfiggere l’atassia
Il Dipartimento di Scienze della Vita vuole trovare una cura alla malattia La ricerca sulle cellule sane potrebbe dare presto risultati molto importanti
Sta entrando nel vivo il progetto di ricerca sulle sindromi atassiche iniziato lo scorso settembre al Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell’Università di Ferrara. La ricerca, finanziata dalla Fondazione Acaref in collaborazione con Università di Ferrara e AISA (Associazione Italiana per la lotta alle sindromi atassiche) si pone l’obiettivo di trovare una cura per una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale, rara e ad oggi incurabile, che colpisce in Italia oltre cinquemila persone e il cui sintomo principale è la progressiva perdita di coordinazione motoria, l’atassia.
In questi mesi Francesca Salvatori - ricercatrice titolare del progetto di ricerca all’Università di Ferrara - e Peggy Carla Raffaella Marconi, responsabile della sezione di micro-biologia e patologia applicata del Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie, stanno lavorando a una strategia molto innovativa che è la stessa ricercatrice ad illustrare. Spiega Salvatori: «Siamo in una fase importante di analisi preliminare di una strategia che punta a un intervento preventivo sulla malattia: vogliamo agire prima che insorga il danno cellulare che la provoca. Uno studio da affiancare a quelle già in atto per la riduzione della proteina tossica, collocata nel cervelletto, che fa morire le cellule sane e provoca, appunto, l’atassia. Ora entreremo nel vivo della parte sperimentale, quella di laboratorio - prosegue la scienziata -. La sperimentazione verrà inizialmente attuata utilizzando cellule sane ma si passerà all’utilizzo di cellule isolate da pazienti atassici. In questo modo e grazie a successive validazioni della strategia sviluppata cercheremo di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati».
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