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Omicidio Tartari: due ergastoli ai ragazzi assassini

Omicidio Tartari: due ergastoli ai ragazzi assassini

La condanna decisa dalla Corte d'assise con la pena aggravata di isolamento diurno  in carcere per 12 mesi.
Rita la sorella della vittima: "E' finita". Il fratello  Marco tra le lacrime: "Giustizia è fatta"

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FERRARA. «E’ finita» sussurra Rita Tartari, "giustizia è fatta" dice tra le lacrime Marco, sorella e fratello di Pier Luigi, il pensionato di 73 anni, ucciso nel settembre 2015 dopo una rapina in casa e dopo esser stato abbandonato in un casolare alle porte della città e trovato dopo 17 giorni.

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E’ finita la sera di venerdì 17 febbraio, con due ergastoli e l’isolamento diurno per 12 mesi nei confronti dei due ragazzi accusati dell’omicidio di Tartari: Patrik Ruszo, 19 anni, slovacco e Constantin Fiti, 23 anni, romeno. La corte d’assise di Ferrara - presieduta dal giudice Alessandro Rizzieri e a latere Debora Landolfi - ha accolto in pieno le richieste dell’accusa sostenuta prima dal pm Filippo di Benedetto e poi in aula dal collega Ciro Alberto Savino.
Le due difese - in mattinata le arringhe difensive degli avvocati Alberto Bova e Patrizia Micai - ora studieranno con attenzione la motivazione, deposito tra 60 giorni, e valuteranno come appellare la sentenza.

Sottolineando una differenza tra i due ragazzi condannati all’ergastolo: Ruszo confessò il delitto e fece trovare lui stesso il corpo di Tartari che venne abbandonato la sera del 9 settembre 2015, poche ore dopo l’assalto-rapina nella casa di Aguscello abbandonato in un tugurio a Fondo Reno.

Fiti invece non ha mai ammesso la sua presenza nella rapina-omicidio, si è sempre dichiarato estraneo, ammettendo solo di esser stato presente il giorno dopo nello shopping con carte di credito e bancomat rubate con Ruszo e Ivan Pajdek, il capo, il più anziano, che aveva chiuso quest’estate il processo in giudizio abbreviato con una condanna a 30 anni.

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