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Presi con quattro chili di marijuana

Presi con quattro chili di marijuana

Due spacciatori centesi di 47 e 73 anni arrestati dai carabinieri a Finale Emilia

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CENTO. Quattro chili di marijuana, per un valore di 40mila euro. È quanto hanno trovato i carabinieri in un trolley nel baule di una station wagon fermata dai carabinieri a Finale Emilia per un controllo. Sull’auto c’erano due operai di Cento (M.Z., di 73 anni e M.C. di 47) che sono stati arrestati con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti. Dagli accertamenti dell’Arma, i due centesi sarebbero “grossisti” arrivati nel Modenese con ogni probabilità per piazzare la merce, per rivenderla ad altri spacciatori di fascia media che a loro volta avrebbero distribuito le dosi grazie alla rete dei piccoli pusher nei vari centri della Bassa. Per questo motivo le indagini non si fermano ai due arresti: ora i militari cercano di trovare indizi, tracce, stanno analizzando cellulari e immagini, al fine di risalire al giro di affari dietro a quel quantitativo di droga. L’arresto l’altro pomeriggio, quando i carabinieri di Finale hanno fermato per un controllo una vettura in via Selvabella. All'interno, come detto, due uomini: un 73enne originario di Lecce e abitante a Cento e un 47enne originario della Basilicata residente a San Pietro in Casale e domiciliato a Cento. Solo quest’ultimo ha precedenti, ma per stalking, niente affari di droga. I militari hanno aperto il baule dell’auto e vi hanno trovato alcuni bidoni di catrame liquido. Ma dietro ai fusti ecco che è venuto alla luce la valigia: all’interno, avvolta in leggeri sacchetti di plastica, la marijuana già essiccata, un po’ compressa e pronta per la vendita. Marijuana proveniente dall’Albania, trattata con ammoniaca, con forte quantitativo di principio attivo. Alla luce del ritrovamento, i carabinieri hanno proceduto ad accurate perquisizioni nell’abitazione dei due arrestati e in diversi casolari, trovando complessivamente altri 100 grammi di droga leggera: il sequestro, in tutto, è di quattro chili. Accanto all’auto, quando è stata fermata dai militari, i carabinieri hanno anche ritrovato un jammer, una apparecchiatura elettronica che consente di annientare i segnali Gps, di rendere “muti” i cellullari. Un marchingegno diffuso in vari siti in rete: nell’ambito malavitoso è molto utile per “scomparire” in auto, senza lasciare traccia di eventuali Gps e di segnali dalle schede dei telefonini. Non è stato possibile attribuire la proprietà dell’apparecchiatura ai due arrestati. Ieri mattina si sono presentati davanti al giudice per la direttissima. L’arresto è stato convalidato, ma l’avvocato difensore ha chiesto i termini a difesa: il più anziano è già in carcere e l’altro è stato rimesso in libertà in attesa dell’udienza.

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