Crisi di Ferrara Food Un vertice in Regione
Lunedì l’assessore Caselli ha convocato tutte le parti in causa Lo scopo è trovare una soluzione che garantisca l’azienda e gli agricoltori
ARGENTA. Il caso Ferrara Food approda in Regione. Lunedì 20 febbraio alle ore 14,30 Simona Caselli, assessore regionale con deleghe all’Agricoltura, Caccia e Pesca, ha convocato le organizzazioni regionali agricole Confagricoltura, Coldiretti e Cia, oltre che ai sindacati regionali e provinciali Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil, il sindaco del Comune di Argenta, Antonio Fiorentini, Afe-Unacoa (Azienda Frutticoltori Estensi), le varie associazioni professionali del settore da Apo-Conerpo a Cico, da Terremerse a OP Ferrara a Pempacorer e AgriDelta oltre all’azienda, ci sarà anche Unindustria Ferrara e a Tiberio Rabboni, ex assessore regionale, presidente dell'organizzazione interprofessionale pomodoro da industria del Nord Italia La situazione è particolarmente delicata in quanto non dovesse risolversi verrebbe a mancare un importante pezzo nel settore agricolo del territorio estense. La produzione ferrarese di pomodoro «rischia di subire una forte contrazione aggravando il settore agro-alimentare del territorio», a causa della crisi di Ferrara Food, il cui debito nei confronti dei produttori ammonta a 11 milioni di euro. Nei giorni scorsi il consigliere comunale di Ferrara, Alessandro Talmelli (Pd) aveva chiesto l’intervento dei sindaci di Ferrara (Tagliani è anche presidente della Provincia ndr.) che delle organizzazioni professionali agricole al fine di richiedere alla Regione l'insediamento di un tavolo di crisi con l'obiettivo di salvaguardare l'occasione e il settore produttivo e di trasformazione del pomodoro. Va ricordato che dalla riconversione dello stabilimento Sfir di Pontelagoscuro, era nata la fabbrica argentana alla quale viene conferito circa il 40% del pomodoro ferrarese, per porre all'attenzione di tutti la sorte di un impianto che occupa quattordici dipendenti a tempo pieno ed un centinaio durante la campagna del pomodoro. Ferrara Food ha un debito nei confronti delle aziende agricole di quasi undici milioni di euro per la campagna 2016. Una crisi che può mandare in default il distretto del pomodoro. Qualxhe giorno fa Cia e Confagricoltura erano intervenuti con una nota nella quale si esprimeva forte preoccupazione sul futuro dell’azienda di trasformazione auspicando la creazione di un tavolo di concertazione istituzionale che riesca a salvare Ferrara Food, il reddito delle aziende e un intero distretto produttivo. Un ruolo importante in tal senso lo giocano gli istituti di credito che potrebbero dare liquidità all’azienda che riuscirebbe a pagare i produttori ma anche dare continuità produttiva per la prossima campagna così da consentire alle aziende agricole di poter pianificare la produzione nel 2017.
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