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I pescatori uniti contro le nuove norme europee

I pescatori uniti contro le nuove norme europee

Da Gorino a Porto Garibaldi le marinerie chiedono sanzioni meno pesanti Appoggio da tutte le forze politiche: uniti per sostenere l’economia del territorio

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PORTO GARIBALDI. «È venuto il momento di dire basta», recita lo striscione gigantesco che da ieri mattina svetta dal tetto del mercato ittico di Porto Garibaldi. Anche i pescatori delle marinerie di Goro, sostenuti dal sindaco Diego Viviani e di Porto Garibaldi, affiancati da amministratori ed esponenti di tutte le forze politiche, hanno incrociato le braccia, manifestando in porto le ragioni di un malcontento, scaturito dalle salatissime sanzioni imposte dalle recenti normative comunitarie.

Dopo il suono prolungato delle sirene di tutti i pescherecci ormeggiati in banchina, ha preso la parola Ariberto Felletti, presidente della cooperativa Piccola e Grande Pesca, per invocare l’unione tra i pescatori, «perché questa è una battaglia di principio, per la nostra sopravvivenza. Per fortuna le forze politiche locali e regionali ci ascoltano - ha aggiunto Felletti - e presto ci saranno incontri. Oggi (ieri per chi legge, ndr) è un inizio e se non saranno accolte le nostre richieste, andremo a manifestare a Roma il 28 febbraio». Nel mirino, le sanzioni triplicate a seguito della depenalizzazione di alcune violazioni, quali la cattura di pesce sotto-misura o la navigazione in aree di oasi o all’interno del poligono di tiro di Casalborsetti, violazioni che fanno scattare verbali anche sino a 150mila euro. Al fianco dei pescatori gli esponenti delle forze politiche del territorio, tra i quali la consigliera regionale Marcella Zappaterra, che ha confermato l’impegno dell’assessore regionale Simona Caselli al fine di avviare una mediazione tra i vari livelli istituzionali, per dare risposte concrete ai pescatori. «La Regione è impegnata sul ripristino della Commissione consultiva centrale della pesca e del mare - ha aggiunto la Zappaterra -, ma anche sulla questione delle sanzioni, coinvolgendo mondo della pesca ed operatori».

Contestualmente è partita un’interrogazione a firma della stessa Zappaterra, di Paolo Calvano e Lia Montalti (gruppo regionale Pd). Il vice sindaco Denis Fantinuoli, ritenendo «inconcepibile paragonare la pesca d’altura del Nord Europa a quella dei bacini del Mediterraneo», ha espresso vicinanza alle «imprese che risentono delle pesantissime sanzioni» e ha rimarcato che «vanno considerate le istanze di coloro che vivono il mare e ne traggono profitto».

In rappresentanza della Lega Nord, Maura Tomasi, ha lamentato la «mancanza di un trait d’union tra legislazione ed operatori. Questo mare ha peculiarità che devono essere garantite, sia per le taglie, sia per il pescato». Pieno appoggio e solidarietà anche da Luca Bergonzi (Forza Italia) e dal sindaco Marco Fabbri, intervenuto durante l’assemblea tenuta dai pescatori nella sede del mercato ittico. «Questa iniziativa non è una questione di colori politici o di partiti - ha dichiarato Fabbri -. Deve essere una lotta senza bandiere e senza secondi fini. Dobbiamo essere uniti e andare avanti insieme a sostegno della pesca, che insieme al turismo rappresenta l’economia prevalente del nostro territorio». Il primo cittadino di Comacchio ha poi ricordato come altre problematiche, prima tra le quali la messa all’asta delle concessioni demaniali, provvedimento imposto dalla direttiva Bolkestein, siano state da anni già risolte in altri Paesi Europei. «È un problema di rappresentanza in Europa - ha precisato Fabbri -, perché gli altri Paesi mandano a Bruxelles persone competenti e capaci, che fanno squadra, che lavorano seriamente. Dall’Italia invece si manda in Europa gente gente scelta dai partiti».

«Solidarietà al mondo della pesca ed in particolare alle imprese comacchiesi», anche dal consigliere Antonio Di Munno, da Giuseppe Carli (Forza Comacchio) e Davide Michetti (Onda 3.0).

Katia Romagnoli

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