La Nuova Ferrara

Ferrara

«Il nostro compito è far rispettare le regole nazionali»

«Il nostro compito è far rispettare le regole nazionali»

Il comandante Vittozzi: capisco i pescatori che protestano ma la discussione sulle direttive è molto più ampia

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO GARIBALDI. Sanzioni, in taluni casi addirittura triplicate, per la cattura di esemplari sotto-misura, ma anche problemi riconducibili al log book elettronico e allo smaltimento del pescato invenduto, nonchè l’obbligo di introdurre le telecamere a bordo (dall’1 gennaio 2018), sono alcuni dei motivi all’origine della protesta dei pescatori, sfociata ieri mattina in uno sciopero, che ha visto un’adesione massiccia.

Il comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Porto Garibaldi, tenente di vascello Fabrizio Vittozzi, si sofferma su alcuni aspetti della Legge 154/2016, prendendo le dovute distanze da un giudizio nel merito.

«Sarebbe un po’ come chiedere ad un carabiniere cosa ne pensa dell’inasprimento delle norme al Codice della strada - afferma Vittozzi -. Noi siamo tenuti ad applicare le norme nazionali che, in questo caso sono derivate da norme sovra nazionali, ovvero europee».

Dall’entrata in vigore della nuova legge ad oggi, nelle acque marittime di competenza dell’ufficio circondariale diretto da Vittozzi è stato elevato un solo verbale, nei giorni scorsi in Sacca, a carico di un operatore del comparto molluschicoltura. «L’inasprimento delle sanzioni c’è stato effettivamente - conferma Vittozzi -, a seguito della depenalizzazione di alcune norme. Non dimentichiamo che si tratta di norme che trovano applicazione dall’Alto Adriatico in tutta Italia e sono uguali a Trieste, a Rimini, a Sciacca, sino ad Imperia».

Il comandante tiene a specificare che «si possono comprendere i pescatori, che stanno attraversando un periodo di crisi. Stanno esercitando una rimostranza attraverso uno sciopero, che è un diritto costituzionalmente garantito, ma la discussione sulle norme è molto più ampia». Vittozzi riconosce inoltre che le tipologie di pesca divergono tra Alto Adriatico ed altri Paesi, ma «è chiaro che le partite si giocano su altri tavoli - eccepisce -. Noi siamo chiamati a far rispettare la matrice applicativa delle norme». Durante l’assemblea tenutasi nella sede del mercato ittico di Porto Garibaldi, i pescatori hanno lamentato anche il problema legato all’ampliamento delle maglie delle reti. Uno di loro ha fatto presente che «il nostro è un mare da pesce piccolo, mentre i pesci grossi si pescano solo nell’Atlantico. Qui non ci sono i merluzzi dell’Atlantico. Chi fa le leggi deve tenere conto anche di questo».

Katia Romagnoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google