La Finanza negli uffici della Partecipanza
CENTO. Ieri la Guardia di Finanza nella sede della Partecipanza di Cento. L'intervento, è stato richiesto dal magistrato Mirco Gallerani. «Nell'esercizio del mio ufficio di magistrato – spiega...
CENTO. Ieri la Guardia di Finanza nella sede della Partecipanza di Cento. L'intervento, è stato richiesto dal magistrato Mirco Gallerani. «Nell'esercizio del mio ufficio di magistrato – spiega Gallerani - ho rilevato irregolarità amministrative nella pubblicazione degli atti. Infatti dal controllo del Registro Protocollo Albo Pretorio, relativo alle delibere di consiglio e alle delibere di magistratura dell'anno 2016, ho rilevato che la gestione del registro è avvenuta senza una precisa cronologia e a macchia di leopardo». Da qui, riferisce il magistrato la richiesta di intervento della Guardia di Finanzia per «prendere visione della documentazione. Alle 11, i finanzieri sono entrati nella sede di corso Guercino per le verifiche». Il magistrato entra nel merito: «Più precisamente, ho appurato che la delibera di consiglio numero 8 del 21 marzo 2016, non è mai stata pubblicata. Come del resto le delibere di magistratura n° 41, 47, 52, 61, 77, 89 e 90, 101, 104 e 109, tutte approvate nel corso del 2016, non risultano pubblicate, in violazione dell’art. 77, comma 2, dello Statuto della Partecipanza. In particolare, lo Statuto recita che le delibere debbono essere pubblicate nella sede della Partecipanza, e nell'Albo Pretorio del Comune di Cento. Per la pubblicazione degli atti infatti, la normativa da applicarsi risponde alla normativa prevista per gli Enti pubblici». Gallerani rimarca poi come «gli atti della Partecipanza non sono esecutivi se non dopo la pubblicazione all’Albo Pretorio, per il tempo previsto. Pertanto, la mancata pubblicazione all’Albo Pretorio costituisce impedimento alla loro esecuzione, annullando la volontà dell’organo deliberante. In attesa del verbale e di eventuali riscontri oggettivi da parte della guardia di finanza, quanto rilevato richiederà prima di tutto e di certo una riflessione interna all'ente”.
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