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Nuovo scontro sull’asilo «Altro caso inventato»

Nuovo scontro sull’asilo «Altro caso inventato»

Jolanda, il sindaco Trombin liquida così l’ordine del giorno sui lavori anticipati Dure parole contro la Pezzoli: ha scambiato il consiglio per un’aula di tribunale

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JOLANDA DI SAVOIA. Dibattito piuttosto acceso l’altra sera in consiglio comunale per la vicenda dell’asilo statale, i cui lavori di sistemazione (costo 60mila euro), secondo la minoranza di Jolanda furono terminati prima del bando di assegnazione degli stessi. Tema che è diventato (dopo l’intervento della Prefettura) ordine del giorno di un consiglio straordinario. Il botta e risposta fra sindaco Elisa Trombin e capogruppo della lista Alternativa civica, Elisabetta Pezzoli, ha caratterizzato la serata che ha visto l’intervento dell’architetto Alberti, tecnico del Comune il quale ha spiegato che i lavori all’asilo sono iniziati il 28 settembre del 2015, proprio il giorno in cui fu assegnato il bando. L’opposizione ha mostrato delle immagini dei lavori con date di giorni precedenti al bando, nonché un calcolo del costo di quel tipo di lavoro di gran lunga inferiore a quanto sborsato dal Comune, ma il consiglio è stato chiuso senza che venisse presa alcuna decisione.

«Da tre anni la Pezzoli crea i casi a Jolanda - commenta il sindaco Trombin -: tre anni fa il caso Folli, poi quello del vicesegretario Castellani, quello della sicurezza e poi dell’affidamento dell’asilo comunale, i voti di scambio, i debiti fuori bilancio, ecc. Per la cronica tutti archiviati dalla magistratura. Stavolta però possiamo dire di aver assistito ad un nuovo “caso”, il caso Pezzoli. Lei e il suo gruppo scambiano il consiglio comunale per un’aula di tribunale, i quali scambiano il loro ruolo di consigliere con quello di avvocati processando in diretta tutto e tutti. Peccato che tutto questo succede anche a spese dei cittadini. Così come da mesi la pezzoli sta cercando di far pagare dal Comune, e quindi dai cittadini, la parcella del suo avvocato (5.000 euro). Ci chiedevamo perché la minoranza per un anno e mezzo si ostinasse a volere un consiglio comunale nel quale non ci fosse nulla da votare, senza presentare interpellanze, così come fanno tutte le altre minoranze d’Italia, trasformando il consiglio davanti ad una decina di persone in “chiacchiere” sui dati tecnici di una gara che potevano essere visti e chiesti in ufficio ogni giorno. Così il caso Pezzoli ha avuto la sua vetrina personale inscenando un’udienza di tribunale. Non abbiamo nulla da nascondere, il consiglio l’abbiamo fatto ma forse l’unica cosa corretta era davvero farla sul palco in teatro, ma non a spese dei cittadini e come commedia. Il consiglio comunale ha il vero e sano compito di rappresentare i cittadini e non mettere in mostra delle persone: in Comune a Jolanda siamo tutti sereni, sino ad oggi tutti i casi jolandini sollevati dalla Pezzoli sono stati archiviati...». (d.b.)

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