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Palaspecchi, no ai soldi «Vogliamo riqualificare»

Palaspecchi, no ai soldi «Vogliamo riqualificare»

Il Comune non riscuoterà la fideiussione da 6,8 milioni di una società di Gibilterra L’assessore Fusari: è valida ma sarebbe la fine del progetto. Nuova convenzione

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La corsa ad ostacoli per la riconversione del Palaspecchi ha ripreso velocità con l’avvio della bonifica ma ora si trova di fronte ad un muro tra i più alti del tracciato. Per approdare alla sospirata costituzione del fondo immobiliare che dovrà gestire l’intera operazione, infatti, manca un passaggio fondamentale: la nuova convenzione tra Ferrara 2007, la proprietaria dell’immobile, e il Comune. L’accordo firmato nel 2011 scadrà di fatto nel maggio prossimo, assieme al termine per la consegna della palazzina dei servizi comunali, che dovrà ospitare la caserma dei Vigili urbani. Poiché i lavori devono ancora cominciare, c’è la certezza che la scadenza non sarà rispettata e quindi il Comune dovrebbe escutere la fideiussione di 6,8 milioni aperta da Ferrara 2007 con una società assicurativa di Gibilterra. Questa è tra l’altro la strada suggerita dalla Lega Nord, che sembra puntare su presunte difficoltà di escussione della fideiussione per mettere nell’angolo il Comune. «Non abbiamo alcuna intenzione di escutere la fideiussione e non perché ci siano dubbi sulla sua validità - spiega l’assessore Roberta Fusari - Un atto del genere significherebbe infatti la fine del progetto di riqualificazione, cioè di un obbiettivo strategico dell’amministrazione. Per questo motivo andremo a modificare la convenzione inserendo una nuova scadenza per la consegna della palazzina».

Il passaggio obbligatorio in consiglio comunale rinfocolerà le polemiche a suo tempo innescate dal balletto comunale su questa fideiussione. Dopo qualche mese dalla firma della convenzione, infatti, il Comune chiese a Ferrara 2007 di sostituire la società di Gibilterra: perché? «Per regolamento interno possiamo accettare solo fideiussioni prodotte da società iscritte nel registro italiano, e l’assicurazione scelta dai Parnasi lo è, quindi non ci sono stati problemi a firmare la convenzione - è la spiegazione di Fusari - Restava il fatto che si tratta di una società non italiana, con la quale non si lavora abitualmente, e per questo motivo è stata chiesta la sostituzione. Proprio in quei mesi, però, si sono moltiplicate le fideiussioni prodotte da banche o assicurazioni non italiane, perché le aziende in quegli anni di crisi acuta del settore facevano fatica a lavorare con istituti nazionali. Quindi non abbiamo più posto il problema, ma, ripeto, non ci sono problemi sulla fideiussione, che risulta pagata fino al 2018». La palazzina finirà nel fondo assieme alla parte più consistente del Palaspecchi, ma la fideiussione non sarà più utilizzabile, per vincoli legati allo statuto della nascente società: servirà quindi una nuova garanzia.

Stefano Ciervo

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