«Così sono saliti i costi»
Project financing oneroso e Sant’Anna sovradimensionato
I 45 milioni di euro richiesti ai privati per completare la costruzione dell’ospedale di Cona alla base del contratto di project financing stipulato col consorzio Prog.Este per la gestione dei servizi non sanitari, «genera oneri di spesa corrente significativamente diversi da quelli sostenuti da aziende non vincolate da contratti di durata polidecennale». Sia perché quel contratto fa crescere la spesa corrente del Sant’Anna di 5.9 milioni di € l’anno sia «per un più elevato costo unitario (dei servizi dati in concessione, ndr) rispetto all’attualità del mercato». Lo spiega l’azienda Sant’Anna in un documento consegnato e illustrato ai sindacati durante un incontro del 12 gennaio scorso dedicato al piano di rientro imposto da ministero e Regione.
L’altra grande fonte di costo e fattore di “disequilibrio” economico è rappresentata dal «sovradimensionamento della struttura rispetto alla capacità produttiva autorizzata».
L’efficienza sarebbe raggiunta con 800-850 posti letto (quelli previsti originariamente per l’ospedale di Cona) mentre attualmente i posti autorizzati sono 90-140 in meno (710). «I maggiori costi da sovradimensionamento sono stimati i circa 6 milioni di euro l’anno», precisa l’azienda. Il Sant’Anna indica tra gli altri fattori alla radice dello squilibrio anche «l’incompiuta concentrazione delle funzioni di assistenza ospedaliera presso il Sant’Anna di Cona (Radioterapia e Riabilitazione)». Ma tra i malanni segnalati ci sono anche «le diseconomie di scala» dei servizi amministrativi, gli «elevati costi di smaltimento dei rifiuti», la «ridondanza di strutture organizzative e piattaforme tecnologiche», la scarsa «offerta/produttività chirurgica» che origina una «incongruenza con la domanda (di interventi, ndr) espressa dalla popolazione di riferimento».
La linea dei costi si impenna a partire dal 2012 (anno di apertura del polo di Cona) e raggiunge il massimo distacco rispetto a quello delle altre aziende ospedaliere nel 2015 (+10% in quattro anni, +2% per le altre aziende ospedaliere). Per le manutenzioni l’impennata è del + 73% in 4 anni, contro il 9% delle altre aziende ospedaliere. I possibili rimedi? Trasloco al S. Anna di Radioterapia e Riabilitazione (- 1/1.5 milioni di costo annuo), integrazione dei servizi amministrativi, potenziamento della chirurgia e della capacità di ricovero (+ 50 posti letto ricavati da day hospital).
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