Il distretto dello zucchero è un ricordo
C’era una volta la capitale dello zucchero. Ferrara. C’era una volta, e non c’è più. Da 10 anni le macchine dello zuccherificio di Pontelagoscuro sono posizionate sull’off. Spente. Chissà fino a...
C’era una volta la capitale dello zucchero. Ferrara. C’era una volta, e non c’è più. Da 10 anni le macchine dello zuccherificio di Pontelagoscuro sono posizionate sull’off. Spente. Chissà fino a quando. L’area è assolutamente morta dal punto di vista industriale, ma non lo è dal punto di vista della proprietà, della presenza di un padrone: la Sfir (Società Fondiaria Industriale Romagnola), società tuttora esistente e proprietaria di molti altri impianti (dismessi o non dismessi) in mezza Italia, è la proprietaria. Oggi il dibattito su Ferrara capitale dello zucchero si è di molto affievolito, come negli anni sessanta/settanta si affievolì quello legato, altrettanto epico, alla fine della lavorazione della canapa. Tuttavia, l’impressione di perdere qualcosa di importante resta. Nel 1999 il comitato Vivere Insieme di Pontelagoscuro celebrò degnamente il centenario dello zuccherificio (1899-1999). Venne scritto anche un libro, Pontelagoscuro, cento anni di zucchero, che lo stesso comitato si incaricò di far stampare. Nel 2010 venne fatta “saltare” la vecchia ciminiera, che oggi sarebbe stata inglobata nell’area “archeologica”. E sempre nel 2010 cadono con le stesse modalità esplosive i due forni per la calce. Il resto è storia di questi giorni, praticamente. E nnon sempre è storia bella. (m.puli.)
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