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Il futuro? È nella bioeconomia

Crescono i consumatori: le proposte per ottimizzare le risorse

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Entro il 2030 nel mondo ci saranno tre miliardi di nuovi consumatori, una domanda che rischia di non poter essere soddisfatta. L'intero sistema produttivo, partendo in primis dall'agricoltura, è obbligato a ripensare i suoi modelli di sviluppo. Serve una strategia europea orientata a superare il tradizionale modello lineare e finalizzata a sostenere e incrementare l'economia circolare, al fine di ridurre lo spreco delle materie prime, riutilizzare e riciclare gli scarti. Su questi temi il presidente di Confagricoltura, il ferrarese, Mario Guidi, intervenendo al Parlamento europeo sulle proposte legislative per il clima e l'energia 2030, ha affermato: «È importante riconoscere quanto l'agricoltura e la silvicoltura europea abbiano già contribuito alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. Noi agricoltori abbiamo ridotto le emissioni dell'agricoltura Europea del 24% rispetto al 1990, ma potremmo fare ancora di più, se messi nelle condizioni ideali». Per il presidente di Confagricoltura occorre che la legislazione europea incentivi ulteriormente la crescita a basse emissioni di carbonio e non penalizzi gli Stati che hanno già ridotto le loro emissioni in misura significativa. «Riteniamo indispensabile - ha affermato - che, nella discussione sulla proposta Esr (regolamento condivisione degli sforzi di riduzione) per il raggiungimento dell'obiettivo europeo di riduzione del 30% delle emissioni al 2030, si punti a trovare il giusto equilibrio tra la necessità, della Commissione, di avere garantita l'integrità ambientale e la necessità di disporre di un meccanismo che valorizzi quei Paesi che più hanno operato nella mitigazione». Guidi ha anche affrontato i temi della sostenibilità ambientale, economica e della contabilizzazione delle emissioni, mettendo in evidenza la positiva esperienza italiana della produzione di energia da biogas e presto anche di biometano, che costituisce un esempio virtuoso di come si possano comunque ridurre le emissioni di gas serra valorizzando al contempo l'agricoltura e i suoi residui. «La politica può svolgere un ruolo fondamentale, intervenendo con regole semplici e chiare. Intendiamo veramente ed efficacemente andare verso un'economia che sia a basse emissioni? Allora occorre necessariamente un più stretto collegamento del regolamento condivisione sforzi (Esr) con quello dell'uso del suolo, ma anche con la strategia europea sull'economia circolare e sulla bioeconomia». (a.t.)

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