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Aperture domenicali, negozianti divisi

Aperture domenicali, negozianti divisi

Molti le vedono come una opportunità da non lasciarsi sfuggire. Ma non mancano i contrari: «Non si vive di solo lavoro»

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Fra pochi giorni si festeggerà il Carnevale rinascimentale, poi arriverà la primavera ed altri stimolanti iniziative legate al mondo del Palio, in autunno tornerà la grande mostra a Palazzo dei Diamanti, insomma Ferrara è sempre in prima linea. Ma c'è una questione che da sempre coinvolge il mondo del commercio: la domenica i negozi devono stare chiusi o aprire le serrande?

Soluzione salomonica per Maria Cecilia Pareschi dell' Athelier omonimo che ritiene sia giusto lasciare ognuno libero di scegliere: «Sono per la possibilità di decidere cosa è meglio per il proprio negozio le cui caratteristiche possono essere determinanti per l'apertura o la chiusura. Io ad esempio chiudo tutte le domeniche, riservando l'apertura solo ai 40 giorni delle feste natalizie. Ritengo infatti che il mio Athelier tragga più giovamento il sabato rispetto alla domenica quando si ama passeggiare e non acquistare, anche in presenza di mostre ai Diamanti o di altri eventi».

Concorda con lei sebbene con altre motivazioni, anche Maria Migliari titolare del Biancospino: «Abito a Migliarino ed ogni giorno mi facevo 140 chilometri per venire in negozio. Il prossimo mese compirò 73 anni e da un po' ho deciso di evitare un viaggio per cui mi fermo a mezzogiorno, ma la domenica ho bisogno di riposare e soprattutto di stare con la mia famiglia che è la cosa più importante della mia vita. Sapesse quanti matrimoni stanno andando a rotoli a causa delle donne che sono impegnate in orari prolungati serali e festivi e quanto trascurano la famiglia. Le loro storie ce le raccontano qui in negozio e sono tante. Basta, avranno diritto di vivere in tranquillità la domenica».

Un'altra donna, Antonella Riberti, insieme alla sorella Elisabeth ed alla figlia Chiara conduce un negozio di abbigliamento femminile: la domenica si deve stare a casa con la famiglia. «In luglio nascerà Adriele, il mio nipotino - dichiara Antonella - e dopo non avrò occhi che per lui, figuriamo se la domenica verrò in negozio. Non possiamo vivere solo per lavorare! Santifichiamo le feste».

Decisamente favorevoli sono invece Lo stockista di Luigi Benini e della moglie Carla Bertelli che ritengono di essere stati tra i primi a Ferrara oltre sei anni fa ad aprire il negozio la domenica. «Abbiamo iniziato - dice Anna - quando la gente si dirigeva specie il sabato nei centri di grande distribuzione creando il deserto in centro storico. Siamo arrivati così a vendere più la domenica che gli altri giorni; persino il giovedì per noi è giornata di attività piena poiché ci sono gli extracomunitari e gli studenti che non guardano al giorno di chiusura. Perciò siamo sempre aperti facendo turni tra di noi».

Anche le calzature Roncoli di Michelangelo Bassi sono sempre aperte la domenica. «Abbiamo iniziato solo con il pomeriggio - ricorda Stefania Bersanetti - poi abbiamo deciso anche per la mattinata gestendo gli orari tra noi tre dipendenti e specie con i grandi eventi, si lavora molto».

Si arriva ad un positivo compromesso alla Galleria del retrò gestita dal giovane Marco Casari che la domenica sceglie di stare a casa sostituito però dal papà Roberto che ha decisamente uno spiccato spirito commerciale. «Ritengo che aprire il negozio nei giorni festivi sia dare un servizio in più; l'attività del commerciante richiede qualche sacrificio ma io che provengo da Abano sono abituato e quindi apro volentieri il negozio la domenica».

Margherita Goberti

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