Conad torna a chiedere regole certe e liberalizzazioni
Burocrazia, mancata concorrenza, illegalità e corruzione. A più di otto anni dall'inizio della crisi economica sono ancora questi i legacci che impediscono all'Italia di ingranare la marcia della...
Burocrazia, mancata concorrenza, illegalità e corruzione. A più di otto anni dall'inizio della crisi economica sono ancora questi i legacci che impediscono all'Italia di ingranare la marcia della ripresa. La fotografia della situazione è nel X° Rapporto sulla legislazione commerciale di Ancd Conad, presentato a Roma dal presidente di Ancd Conad Marzio Ferrari, con il segretario generale Sergio Imolesi e il responsabile dell'ufficio legislativo Piero Cardile. Partendo dal quadro attuale normativo e con particolare riferimento al settore del commercio, il dibattito ha affrontato le misure possibili e necessarie per stimolare la concorrenza e la semplificazione, e per fare da antidoto alla corruzione e all'immobilismo: la concorrenza, la semplificazione, l'alleggerimento normativo. Punti su cui Conad ha lanciato le proprie proposte.
Nell'Indice delle liberalizzazioni 2016 dell'Istituto Bruno Leoni l'Italia totalizza 70 punti su 100. Siamo lontani dai 94 punti della Gran Bretagna, gli 80 della Spagna, i 79 dei Paesi Bassi. Mentre il Ddl concorrenza 2015 è fermo in Parlamento da più di due anni, alcuni settori economici restano imbrigliati da inutili vincoli di natura corporativa, e attendono una spinta liberalizzatrice che elimini barriere alla vendita per liberalizzare i prezzi.
Nella relazione 2015-2016 sulla competitività globale del Forum economico mondiale l'inefficienza della burocrazia è considerata il principale ostacolo all'attività commerciale e imprenditoriale in Italia. Contemporaneamente l'eccesso di norme che spesso confliggono tra loro concorrono a rallentare i processi imprenditoriali, costringendo le imprese a continui stop&go. È necessario che l'Italia recuperi efficienza che le consenta di scalare le classifiche che la vedono al 65esimo posto nel rapporto "Doing business".
Ogni imprenditore ha necessità di operare in un sistema organizzato con regole certe e condivise, efficiente, semplice e fruibile, che garantisca a tutti le medesime condizioni per competere lealmente in un mercato libero. La mancanza di questi requisiti genera incertezza, ritardi nella definizione delle procedure burocratiche e rischia di alimentare fenomeni di illegalità diffusa. Secondo Conad occorre ridurre i centri decisionali e definire regole comuni, in attesa che si compia un nuovo riordino delle competenze a livello costituzionale. Un’annotazione particolare per il Ddl Concorrenza: «se approvato nell'attuale formulazione, rischia di disattendere le richieste formulate dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in materia di farmaci, carburanti e nel settore delle professioni».
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