Esuberi, Carife ha fretta Ipotesi uscite dall’1 aprile
Ieri tavolo sindacale per definire i dettagli dell’accordo di San Silvestro Venerdì altra convocazione per la firma. Bper, verso la proposta a marzo
L’accordo sugli esuberi Carife raggiunto a San Silvestro non si è ancora tradotto in un testo ufficiale che metta nero su bianco i tempi e i modi dell’uscita dei 340 dipendenti. Ieri è stato un lungo incontro durato l’intero pomeriggio, tra i rappresentanti aziendali (l’ad Giovanni Capitanio e il direttore del personale, Gabriele Arioli) e le rappresentanze sindacali aziendali e nazionali, a spianare la strada per una firma già venerdì. Capitanio ha dichiarato l’orientamento a far partire le uscite dall’1 aprile, una data molto ravvicinata rispetto alle attese dei dipendenti e anche alle previsioni sindacali. Ci sono tra l’altro diversi passaggi tecnici da superare, a partire dall’approvazione del bilancio, e solo qualche giorno fa i primi novanta dipendenti hanno firmato le lettere di esodo volontario.
Fine marzo è tra l’altro il periodo di scadenza degli accordi per il mantenimento in essere dei principali istituti del contratto integrativo, che è scaduto a fine 2016 e non è stato rinnovato. Il convitato di pietra del tavolo sindacale è, naturalmente, la banca modenese Bper che ha dichiarato di voler acquistare Carife ma non è ancora riuscita a sciogliere i nodi collaterali. Ieri Capitanio ha potuto solo confidare di essere molto fiducioso sulla trattativa, che a questo punto potrà arrivare alla prima tappa formale, cioè la firma della proposta di acquisto, ai primi giorni di marzo, per chiudere poi in qualche settimana.
A quel punto si potrebbe avere qualche indicazione in più sugli orientamenti dei tribunali a proposito della responsabilità di Nuova Carife, e quindi in futuro di Bper, di fronte alle richieste di risarcimento. (s.c.)
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