Ferrara Food, il futuro nelle mani della banche
L’azienda ha un disperato bisogno di liquidità per poter fa fronte agli impegni La Regione lavora per scongiurare la perdita del distretto del pomodoro
ARGENTA. Il futuro di Ferrara Food è nelle mani degli istituti di credito. L’azienda, che fa parte del gruppo Sfir ha un disperato bisogno di liquidità. Se in tempi brevi, ovvero una dozzina di giorni, non arriverà un po’ di ossigeno costituito da un’iniezione di liquidità, il rischio di perdere una buona fetta del distretto del pomodoro nella nostra provincia non sarà piùsolo un’ipotesi come lo è stato fino ad ora.
Questo è quanto emerso nel corso dell’incontro convocato ieri pomeriggio in Regione dall’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, al quale hanno preso parte i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole, i sindacati, gli enti locali ed anche i rappresentanti dell’azienda e il presidente dell’organizzazione interprofessionale del pomodoro da industria del Nord Italia, Tiberio Rabboni.
«L’azienda presenta una forte esposizione debitoria - affermano Mirko Cavallini e Cristiano Pistone in rappresentanza rispettivamente di Uila-Uil e Flai-Cgil - Ferrara Food ha necessità di avere una nuova iniezione di liquidità. Nel contempo devono essere garantite produzioni di pomodoro e la possibilità da parte del gruppo di far fronte ai crediti che gli agricoltori vantano (quasi 11 milioni di euro per la campagna 2016 ndr.). Il fatto è che i tempi della natura, vedi le semine che dovranno essere effettuate a breve, non coincidono con quelli delle banche». Gli agricoltori non sembrano più disposti ad aspettare il pagamento delle loro spettanze. Alcuni rappresentanti delle organizzazioni dei produttori presenti al tavolo hanno affermato chiaro e tondo che i loro associati nel caso che non venissero saldate le pendenze arretrate possono fare coltivazioni alternative. I rappresentanti di Ferrara Food si sono limitati a spiegare la situazione. Nei prossimi giorni verrà indetta un’assemblea con i lavoratori. «La Regione - ha osservato l'assessore regionale Caselli - farà il massimo sforzo per mantenere aperto il canale del dialogo tra le parti in causa e per mettere in campo ogni iniziativa utile per garantire la prosecuzione dell'attività produttiva dell'azienda, la salvaguardia dei posti di lavoro e la sottoscrizione in tempi brevi dei contratti di coltivazione con gli agricoltori in vista delle semine primaverili per la campagna 2017».
«Una risoluzione positiva della crisi è possibile, l'auspicio è che tutti - dice Calvano, segretario e consigliere regionale Pd - a partire dall'azienda, facciano la propria parte per arrivarci».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
