Manifattura Bonzagni a rischio, sciopero e presidio dei lavoratori
DOSSO. Acque agitate allo stabilimento manifatture Bonzagni srl. Ieri infatti, dopo l’assemblea sindacale straordinaria, la Femca-Cisl, insieme ai lavoratori dell’azienda (una trentina le unità...
DOSSO. Acque agitate allo stabilimento manifatture Bonzagni srl. Ieri infatti, dopo l’assemblea sindacale straordinaria, la Femca-Cisl, insieme ai lavoratori dell’azienda (una trentina le unità occupate), è stata proclamata una giornata di sciopero con relativo presidio presso i cancelli della fabbrica. Dopo il fallimento della società Manifatture Bonzagni M.B. srl avvenuta con sentenza del Tribunale di Ferrara il 13 gennaio 2015 e la creazione di una nuova società «oggi la Manifattura Bonzagni srl, quest’ultima deve rendere alla curatela della precedente società (commissario è il commercialista Valter Bignozzi) un credito “non ancora condiviso” che - sottolineano la Femca-Cisl e gli stessi lavoratori - che sta portando alla messa all’asta dei beni e dei macchina (ieri mattina è arrivata sul posto l’ufficiale giudiziario ma pare che il giudice possa decidere una proroga di una decina di giorni per il sequestro degli stessi macchinari che valgono circa 500 mila euro ndr.). E se questi, se venduti, porteranno inevitabilmente alla chiusura definitiva dell’azienda produttrice di imballaggi flessibili, presente a Dosso fin dal 1969. Come sindacato e lavoratori - prosegue la nota - pur avendo cercato in queste ultime settimane di capire le diverse posizioni, fra carte bollate e versioni varie, non vogliamo assolutamente schierarci verso una verità assoluta. Tutte le parti coinvolte hanno il dovere di ricercare una soluzione che possa consentire il prosieguo della produzione in un’azienda che a livello economico ha un suo mercato. Il sindacato e i lavoratori - conclude la nota - auspicano che la sensibilità dei soggetti coinvolti, a tutti i livelli, consenta di salvaguardare il lavoro come diritto fondamentale. Il sindacato e i lavoratori non abbasseranno la guardia».
Intanto questa mattina l’amministratore delegato dell’azienda, Franco Biondi, dovrebbe incontrare il curatore fallimentare . Il sindacato è intenzionato a chiedere un incontro urgente e un tavolo congiunto con i vari soggetti.
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