Nel mirino dei ladri abitazione, bar e azienda
Malviventi in azione a Casumaro, tentano tre furti ma devono fuggire Casa a soqquadro e proprietario amareggiato: seconda intrusione in un anno
CASUMARO. Domenica, tra il pomeriggio e notte, la notte, Casumaro è finita nel mirino dei ladri, con i malviventi che sono penetrati in un’abitazione in via Suore, mettendola a soqquadro, nell'impresa Cimi Srl e nel Mojito Bar.
Nel tardo pomeriggio i ladri si sono introdotti nuovamente in una casa di via Suore, in località Cantalupo, già colpita nel gennaio 2016. È accaduto tra le 18 e le 20 circa: «Nell'arco di due ore, il tempo in cui sono rimasto fuori casa – racconta il proprietario, ancora fortemente colpito e amareggiato – hanno smontato l'inferriata utilizzando un cavalletto da muratore. Poi hanno rotto la finestra e si sono introdotti in casa. Hanno messo tutto a sotto sopra: cucina, sala, camere da letto, vuotando gli armadi e spostando i mobili, forse in cerca della cassaforte, che non ho. Ma alla fine non hanno trovato nulla, perché soldi ed oro in casa non ne tengo». Risultato, abitazione devastata e danni ingenti, all'incirca mille euro. Ai carabinieri, arrivati subito sul posto, il proprietario ha sporto 'solamente' denuncia per effrazione. Ma non è finita, perché verso le 2.30 la titolare del Mojito Bar in via Casumaro/Bondeno è stata svegliata da un messaggio del suo cellulare: «Mi avvisava che era scattato l'allarme del bar. Ho avvisato subito le forze dell'ordine e sono arrivata al bar coi carabinieri. Abbiamo trovato la porta d'entrata forzata, ma all'interno i ladri non hanno trovato nulla da rubare».
Questo, racconta la titolare, è «il sesto colpo in poco più di tre anni: mi hanno già rubato la cassa, una tv, le macchinette con il cambiamonete, e l'ultima volta ad ottobre, mi sono trovata faccia a faccia con il ladro. Da allora, non tengo più slot machine e lascio il registratore di cassa aperto e vuoto».
Tentativo di furto andato a vuoto anche alla Cimi Srl, dietro al Mojito Bar, in via Adige. «Sono entrati forzando con un tubo in ferro prima la finestra del bagno, poi la porta – spiega il titolare Mauro Malaguti -. Una volta entrati in fabbrica, hanno raccolto e accatastato su un tavolo da lavoro tutti gli smerigli e gli attrezzi da lavoro. Ma per qualche motivo, non hanno avuto il tempo di portarli via. Qualcosa, forse l'allarme che è suonato al bar o l'arrivo dei carabinieri, li ha messi in fuga. Al momento, pare manchi solo un palanchino». Ieri mattina l'amara scoperta, e la denuncia ai carabinieri di Finale Emilia.
Beatrice Barberini
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