«Occasioni propizie, ma senza obbligare»
Felloni (Ascom) e Osti (Confesercenti) concordi sulla necessità di sfruttare meglio i grandi meeting
Le associazioni di categoria sono concordi nel definire l’argomento delle aperture domenicali quanto mai attuali, salvaguardando però la libertà di ciascuno di optare o meno per l’apertura.
«La mia della posizione personale è chiara - spiega Giulio Felloni, presidente provinciale Ascom, Confcommercio Ferrara - tengo aperto la domenica nei periodo forti dell’anno, ma non sempre. Ricordo che non c’è bisogno di alcune permesso o deroga per tenere aperto nei giorni festivi, è chiaro comunque che non si può costringere nessuno a tenere aperto».
«È più facile - continua il prsidente Ascon - gestire le aperture domenicali per le grandi catene rispetto alle piccole attività dove lavorano al massimo due persone. Bisogna tenere presente anche le esigenze del commerciante che ha il diritto almeno un giorno di ritagliarsi uno spazio per stare con la famiglia. L’apertura viene fatta ovviamente se c’è la possibilità di lavorare. È chiaro che in occasione del periodi più floridi per lo shopping, come quelli prenatalizio o pasquale, o in presenza di grandi eventi e festival, l’apertura festiva sarebbe propizia. È una pratica che sicuramente si può incentivare. Ferrara è anche una città che si sta evolvendo dal punto di vista turistico, e quindi va fatto soprattutto un discorso di organizzazione e logistica. Ho notato che le giovani leve dell’imprenditoria commerciale ferrarese sono più sensibili all’apertura festiva. Da tenere presente che certe tipologie di negozi hanno maggiori possibilità di vendita rispetto ad altri nei giorni festivi e mi riferisco a bar, ristoranti ed esercizi che vendono prodotti turistici, dai souvenir e ai prodotti tipici gastronomici».
Bisogna prestare attenzione anche ad un altro fenomeno che si sta verificando e abbiamo notato, osserva il presidente Felloni. «La domenica mattina a Ferrara ci sono molti più turisti, al pomeriggio il centro viene invece preso d’assalto dai cittadini ferraresi, magari si può fare un ragionamento su questo aspetto e trovare aperture non solo più alla domenica pomeriggio, ma anche al mattino per intercettare le esigenze e le richieste del turismo. Se in una strada molto negozi tengono aperti la domenica, questo fattore crea uno stimolo anche agli altri colleghi commercianti per tenere aperto. Una strada con negozi e passaggio di gente è viva e scaccia il degrado e la delinquenza».
«Non è un problema nuovo per la nostra città - afferma Alessandro Osti, direttore della Confesercenti Ferrara - va fatto un plauso alle persone che si impegnano a tenere aperti nei festivi e si mettono d’accordo per coordinare le attività di apertura hanno un senso se non c’è una programmazione, altrimenti diventa solo uno spot. Questo fa parte della crescita della città conscia della sua vocazione turistica, ma bisogna soprattutto dare una programmazione a questo apertura, altrimenti la semplice dichiarazione di tenere aperto, rischia di diventare un slogan, uno spot e nulla più. La ricetta è trovare un filo conduttore come ad esempio abbiamo fatto con le iniziative legate all’Ariosto».
«Dobbiamo identificare la nostra città - continua il direttore di Confesercenti - con qualcosa di tipico, di nostro per dare un impronta caratteristica, Occorre tenere presente anche le esigenze del piccolo commerciante, più in difficoltà a tenere aperto tutte le domeniche rispetto a un negozio della grande distribuzione, in quanto esistono dinamiche e tipologie diverse. Serve a questo punto fare una programmazione, anche attraverso test tra i commercianti, e creare un filo conduttore tra gli operatori. E’ un percorso non facile che va concordato anche con il settore pubblico e le associazioni di categoria. Bisogna capire poi se i commercianti, come stanno facendo bene gli albergatori, siano veramente in grado di intercettare al meglio i flussi turistici e solo se capiranno il vantaggio delle aperture domenicale riusciranno a cambiare anche le loro abitudini».
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