«Pene più dure e certe per i ladri»
Dodici sindaci ai parlamentari: dovete interessarvi al problema
Dodici sindaci della provincia scendono in campo con un documento comune per segnalare la mano troppo leggera delle leggi nazionali che puniscono alcuni tipi di reato. In particolare quelli contro il patrimonio che, scrivono i dodici sindaci, sono in crescita. «Negli ultimi anni - osservano nel testo - abbiamo osservato come il fenomeno dei furti d'appartamento sia in costante aumento: un caso ogni due minuti, secondo il Censis».
Gli amministratori locali chiedono quindi, rivolti al parlamento, «pene più elevate, da scontare in carcere, riforma della sospensione condizionale o delle attenuanti, più velocità nei processi penali, certezza nell'esecuzione della pena». Il problema, ribadiscono, è che «non ci sentiamo più sicuri nelle nostre case. Fare qualcosa è necessario: chiediamo certezza, nell'applicazione della pena. Chi ruba oggi, sa che molto difficilmente, anche se giudicato colpevole, pagherà con la prigione». Andando più in dettaglio, proseguono i dodici primi cittadini, «chiediamo che venga riformato il processo penale, nella parte in cui permette ai delinquenti, ben consapevoli di non rischiare alcuna pena detentiva, di non essere incarcerati». Il motivo dell’appello rivolto al parlamento è che «la proposta di riforma ferma in Senato prevede l’inasprimento delle pene minime per chi è colpevole di furti domestici. Un passo in avanti», rilevano positivamente i firmatari, ma insufficiente: «Noi chiediamo di più». E cioè «a chi ci rappresenta in parlamento di interessarsi al problema: il patto tra cittadini e Stato infatti, basato su uno scambio tra sovranità e uso esclusivo della forza, si sta rompendo». La tirata d’orecchie, a questo punto, si sposa a una bacchettata che invita i parlamentari a guardarsi intorno, nel Paese reale. «Osservare inerti le statistiche che ci confermano che anno dopo anno i furti domestici aumentano drammaticamente - è il commento finale - significa rendere permanente il senso d'insicurezza nelle nostre comunità, e quindi avere cittadini meno uniti, meno solidali, più soli».
Questi i firmatari: Antonio Fiorentini, sindaco di Argenta; Nicola Rossi, sindaco di Copparo; Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara; Sabina Mucchi, sindaco di Fiscaglia; Diego Viviani, sindaco di Goro; Arianna Romanini, sindaco di Lagosanto; Gianni Michele Padovani, sindaco di Mesola; Bizzarri Riccardo, sindaco di Masi Torello; Andrea Marchi, sindaco di Ostellato; Nicola Minarelli, sindaco di Portomaggiore; Antonio Giannini, sindaco di Ro; Chiara Cavicchi, sindaco di Voghiera.
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