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«Servizi a rischio? Difendete la sanità»

«Servizi a rischio? Difendete la sanità»

La legge sui bacini di utenza mette in forse il ruolo locale di alcune importanti specialità. L’appello del sindacato Anaao

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«L’importanza della Neurochirurgia, della Neuroradiologia e della Neuroriabilitazione è evidente. Come tale è fondamentale che rimangano strutturate come unità operative complesse e non solo come funzioni al fine di non depotenziare ulteriormente la sanità della nostra provincia a favore di altre realtà». L’appello compare in un documento che il sindacato medico Anaao Assomed ha inviato l’1 febbraio scorso alla direzione generale dell’azienda ospedaliera Sant’Anna e che contiene alcune osservazioni sul piano di riorganizzazione della rete ospedaliera ferrarese, approvato lo scorso gennaio dalla Conferenza socio-sanitaria territoriale.

Un progetto di riordino funzionale e territoriale nel quale risaltano le richieste delle due aziende sanitarie, rivolte alla Regione, per il mantenimento a Ferrara di alcune specialità che non hanno un bacino di utenza sufficiente per mantenere una unità operativa con direzione a Ferrara. Tra le specialità a rischio (il servizio resterebbe in provincia, ma la guida tecnica passerebbe ad altre Asl o aziende ospedaliere della regione) ci sono le tre citate all’inizio dell’articolo e la Radioterapia. «Riteniamo che l’unità operativa di Radioterapia esiste perché c’è personale altamente qualificato e tecnologie che la equiparano alle altre Radioterapie della regione», scrive l’Anaao. Ragionamento simile per altri due servizi a rischio, come Chirurgia Maxillo-Facciale e la Chirurgia plastica. A parere dell’Anaao dovrebbero «mantenere il loro ruolo di unità operative complesse vista l’attività svolta, le competenze specifiche e il ruolo in Area vasta della Romagna». Molto ferma la posizione del sindacato sulla possibilità di «istituire una struttura di degenza a gestione infermieristica per post-acuti. L’Anaao Assomed si opporrà in tutte le sedi, anche con azioni legali».

Contestata anche la scelta di insediare la cardio-riabilitazione per cardiopatici nell’ospedale del Delta: «Dovrebbe essere individuata a Cona perché la Riabilitazione (il Centro San Giorgio, ndr) verrà trasferita in tale sede e ciò agevolerà il percorso dei pazienti». (gi.ca.)

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