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Anche la chiesa di Saletta è terremotata

Anche la chiesa di Saletta è terremotata

Viaggio nella struttura dedicata a san Michele contenente numerose opere d’arte ma anche i segni del sisma del 2012

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SALETTA. Nella frazione di Saletta, Comune di Copparo, si trova la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, un piccolo gioiello architettonico e custode della memoria storica della comunità, purtroppo poco conosciuta ai più, ma molto apprezzata da chi di storia dell’arte se ne intende, tanto che molti matrimoni vengono celebrati qui per la bellezza dell’edificio.

I lavori di costruzione iniziarono appunto il 29 settembre 1804 (data in cui si festeggia san Michele, la prima pietra fu posata da monsignor Giambattista Bonacossi) e proseguirono fino al 1811. La chiesa fu progettata dall’architetto Antonio Foschini, lo stesso che partecipò alla costruzione del Teatro Comunale di Ferrara e a numerose altre chiese della città e del forense. Tradizione vuole che egli chiamasse la chiesa di Saletta, “sorella maggiore” di quella di San Nicolò,costruita pochi anni prima. A onor del vero, la tesi che vuole la chiesa disegnata del celebre architetto, contenuta nell’Annuario Diocesano e nella “Guida del ferrarese” di Ugo Malagù, non è confermata da una tesi di laurea di Micaela Spadoni sulla storia della chiesa, dove invece, in base agli scritti d’archivio, si sostiene che la progettazione della chiesa fosse stata affidata a Alfonso Magnanini. Rimane il fatto che l’edificio venne costruito a fianco di una chiesa più antica, preesistente, grazie al contributo e alla generosità degli abitanti del piccolo paese, che subito si adoperarono per avere una chiesa più bella. Il campanile, alto 47 metri e staccato dall’edificio, è definito come “il più interessante della zona, per le sue forme classiche e per le perfette modanature” (fonte Annuario Diocesano,gentilmente concessa da don Stefano Zanella).

A farci entrare all’interno del luogo sacro, è Lilia Balboni che da sempre, insieme ad altre donne del paese, si preoccupa di mantenere in buono stato l’edificio. Una volta entrati, rimane impresso l’odore di incenso e la bellezza della chiesa, che al suo interno conserva un organo a canne tuttora funzionate del XIX secolo, di stile neoclassico, realizzato nel 1813 dal veneziano Antonio Callido (dalla tesi di laurea “La chiesa di Saletta: arte e storia”), la decorazione pittorica del Giudizio Universale nel catino absidale affidato ai pittori Giovanni Masi e Alessio Bolognesi, che ci lavorarono nel 1809, la Trinità in Gloria nella cupola del presbiterio, e il San Michele Arcangelo che sconfigge i demoni nella copertura ellittica della navata.

Dopo il terremoto del 2012, nonostante i vigili del fuoco non abbiano riscontrato anomalie come ci dice la Balboni, sono state poste delle reti sul soffitto, a eventuale protezione. La messa comunque viene celebrata normalmente in estate in chiesa, e in inverno in sagrestia, per motivi legati al riscaldamento. I banchi da chiesa, del XIX secolo, sono stati recentemente restaurati, grazie alla buona volontà delle signore che partecipano alla vita della chiesa, e che si sono occupate anche del restauro delle porte d’ingresso dell’edificio, grazie ai proventi ricavati dalla distribuzione di oggetti natalizi.

Come conferma la Balboni, «nessuno si è mai occupato di fare interventi di restauro, le opere d’arte non sono mai state restaurate. Poi siamo senza luce, abbiamo un impianto fatto con fari da magazzino».

In effetti, all’altare laterale di san Giuseppe, sono crollati le parti inferiori di un cherubino e di una decorazione floreale. «È successo prima del sisma - racconta - , non è mai stato detto ma ora è giusto che si sappia». E la Balboni mostra i cocci che ha conservato. A i lati dell’altare della Madonna Immacolata sono evidenti i segni di umidità e infiltrazioni, al punto che «l’acqua arriva a fare dei buchi nelle tovaglie». In discrete condizioni le due acquasantiere a muro, in marmo rosso di Verona, realizzate dalla Bottega Ferrarese nei secoli XVIII e XIX, come in buono stato sono i 4 confessionali in legno di noce realizzati nel 1819 da Filippo e Giovanni Pozzati. Nelle navate, collocate in nicchie, si trovano le statue dei 4 evangelisti. Quelle di san Luca e san Matteo furono realizzate tra il 1810 e il 1811 da Giacomo Massari, mentre quelle di san Giovanni e san Marco da Luigi Turchi nel 1810.Di grande fascino la scultura di santa Caterina da Siena, risalente al XVIII secolo. La chiesa conserva al suo interno un pulpito in ottimo stato, realizzato dalla Bottega Ferrarese nel 1858, in legno di noce intagliato. Poi una scultura di legno dipinta a olio alta circa 170 cm, raffigura Maria Vergine dello Sposalizio, realizzata da Giuseppe Filicori. Bisognoso di un restauro l’affresco sul soffitto sopra lo Sposalizio, che raffigura due angeli, in parte vistosamente coperto da una mano grossolana di intonaco.

Tante, insomma, le opere d’arte presenti nella chiesa di Saletta, la quale si può definire un piccolo gioiello ma che, come tutti i beni, necessita di restauri e ritocchi.

Veronica Capucci

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