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Aumentate le donazioni di organi

Aumentate le donazioni di organi

I dati dell’ospedale Sant’Anna a confronto, dove si fanno solo trapianti di cornea o di altri tessuti

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«La prevenzione dei traumatismi e la diminuzione degli incidenti stradali ha molto ridotto le donazioni di organi a cuore battente - ha annunciato ieri il direttore sanitario dell'arcispedale S. Anna di Cona, Eugenio Di Ruscio - ma ciò nonostante nel 2016 a Ferrara ed anche a livello regionale, le attività di accertamento e prelievo hanno registrato un significativo incremento delle donazioni rispetto agli anni precedenti». Sono stati infatti segnalati 24 potenziali donatori in cui si è effettuato l'accertamento di morte con criteri neurologici e di questi 17 sono diventati donatori effettivi rispetto agli 11 del 2015 ( tra cui 3 donazioni di cuore e 3 di polmoni ) mentre 7 sono state le opposizioni ( comunque in linea con i dati percentuali nazionali); gli organi prelevati sono stati complessivamente 53 rispetto ai 28 del 2015 e molti di più i tessuti ovvero cornee, parti ossee e valvole per la chirurgia vascolare e per interventi di alta specialità.

«Quello a cui miriamo - ha concluso Di Ruscio - è comunque di attivare strategie per migliorare sempre più l'attività dell'Ufficio coordinamento aziendale Procurement (Ucap) la cui coordinatrice locale è attualmente la dottoressa Silvia Bortolazzi». Si vuole infatti arrivare a sensibilizzare le persone su una preventiva dichiarazione di aderire al trapianto degli organi ad esempio sottoscrivendola sulla carta di identità mentre da parte dell'ospedale medici ed infermieri cercheranno di sensibilizzare i parenti dei pazienti in terapia intensiva sul significato umanitario della donazione e sulle procedure degli espianti dopo l'eventuale decesso.

«Parliamo sempre e solo di donazioni - ha precisato la dottoressa Bortolazzi - poiché nel nostro ospedale non effettuiamo trapianti se non di cornea o di altri tessuti. Come coordinatore locale sono affiancata da altre figure multidisciplinari così da formare un'èquipe che segue tutte le fasi della attività di donazione che può avvenire a cuore battente o a cuore fermo. Quando ci troviamo di fronte ad una possibile donazione tre specialisti sottopongono il paziente ad accertamento di morte che prosegue per sei ore successive; il consenso a procedere, dopo aver interpellato i familiari, deve essere unanime; quindi si informa subito la rete operativa del centro trapianti». In questa delicata situazione interviene anche lo psicologo. «Nostro compito - dichiarato Elena Rossi - è formare gli operatori sanitari e per questo è appena partito un progetto di ricerca sugli atteggiamenti dei famigliari verso di noi ».

Se una persona non ha espresso in vita il proprio consenso al trapianto dei suoi organi, e lo può fare secondo cinque modalità : modulo dell'Asl, scrivendolo su un foglio firmato da portare sempre con sé, firmando un atto olografo all' Aido, compilando il tesserino blu del Ministero della Salute oppure il modulo presso l'Ufficio Anagrafe , spetta ai parenti decidere in caso di morte. «Una responsabilità che si può dunque evitare a chi resta - ha concluso l'assessore Chiara Sapigni - avendo a disposizione tante possibilità di scelta quando ancora si è in vita».

Margherita Goberti

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