Chirurgia, il Sant’Anna revoca lo stop
Rinviati 35 interventi per eccesso di ricoveri. Il dg Carradori: ora più posti letto, personale e altre due sale operatorie
FERRARA. Le sale operatorie del Sant’Anna possono riprendere a lavorare a pieno regime. Lo stop agli interventi chirurgici programmabili e non urgenti che all’inizio dell’anno ha ufficialmente decretato l’overbooking dell’ospedale per eccesso di ricoveri è stato revocato «perché la situazione sta ritornando alla normalità», hanno dichiarato ieri il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Tiziano Carradori e il direttore sanitario Eugenio di Ruscio.
Se il “raffreddore” è passato però lo stato di malessere resta. Carradori lo ha ribadito nella conferenza stampa convocata per fare il punto sull’emergenza-ricoveri. «Stiamo parlando di un fatto critico non episodico», ha spiegato dopo una lunga dissertazione basata su numeri, curve e statistiche per fotografare la portata e lo sviluppo di un’onda anomala che ha mandato in tilt la ricettività del più importante ospedale della provincia e che ha fatto sentire i suoi effetti anche in altri territori e strutture sanitarie. Nelle settimane in cui è rimasta in vigore la tagliola sull’attività chirurgica cosiddetta minore (tumori ed emergenza non sono stati toccati) sono stati rinviati 35 interventi in sala operatoria: 20 a causa dell’occupazione di posti letto di chirurgia da parte di pazienti internistici (Medicine) e 15 per la congestione delle terapie intensive.
I motivi dell’«iperafflusso»? Carradori e Di Ruscio ne hanno elencati quattro. La riorganizzazione che ha tagliato oltre 400 posti letto e tre ospedali (Bondeno, Copparo e Comacchio) negli ultimi 4 anni ha avuto un peso tutt’altro che irrilevante nel determinare lo spostamento di pazienti dalla provincia (soprattutto dall’alto e dal basso ferrarese) verso il Sant’Anna.
Un altro fattore importante è stato l’aumento dei ricoveri per motivi internistici (più consistenti in inverno) e in concomitanza con il picco anticipato dell’influenza. Pazienti che hanno intasato in modo improprio i reparti di chirurgia imponendo il rinvio dell’attività programmata in sala operatoria. Altro motivo è stato l’intasamento della terapia intensiva, indispensabile nell’assistenza post-operatoria. Infine, l’impossibilità di dimettere i pazienti per carenza di posti di lungodegenza e post-acuzie sul territorio. «Negli anni è stata ridotta la rete dei posti letto ospedalieri - ha commentato Carradori - ma non sono state attivate tutte le strutture necessarie per l’assistenza post-ospedaliera. Ora riprendiamo, ma cerchiamo di fare tesoro dell’esperienza. Attiveremo due nuove sale operatorie (da aggiungere alle 21 esistenti) oltre a 16 posti letto internistici che raddoppieranno i 16 ordinari già disponibili dal 2016 (9 in Medicina d’urgenza e 7 in Chirurgia d’urgenza) più 4 posti letto in Terapia intensiva. Dobbiamo assolutamente rispondere alla domanda di chirurgia minore, ma non per questo meno importante, che arriva dai pazienti (ernie, colecisti etc.)». La nuova tranche di posti letto che Carradori spera di poter allestire entro marzo fa parte di un blocco di una sessantina di unità di day hospital e day surgery che l’azienda ospedaliera intende trasformare in letti di ricovero ordinario (cioè con permanenza anche notturna del paziente in ospedale). A fine percorso, se arriverà il via libera del vertice della sanità regionale, degli 84 posti letto in day hospital e day service ne resteranno una ventina. «Serve l’autorizzazione della Regione, la documentazione l’abbiamo trasmessa a Bologna lunedì ma in attesa di quella valutazione abbiamo deciso comunque di partire con i 16 nuovi posti più 4», ha aggiunto il dg.
Il corollario di questo progetto di potenziamento è l’assunzione di personale. «Metteremo in servizio tre medici di pronto soccorso. Purtroppo, nonostante gli avvisi pubblicati non ne abbiamo ancora trovati, anche se ci stiamo provando da almeno sei mesi - ha detto Carradori - Stiamo predisponendo un bando in coincidenza con l’uscita dei primi diplomati (fine giugno) del corso di specializzazione. Puntiamo ad intercettare personale specializzato in emergenza-urgenza oppure professionisti con titoli equipollenti ». Anche il personale infermieristico sarà adeguato. «Abbiamo già assunto 19 unità - ha precisato il manager - So che i sindacati si lamentano per le assunzioni a tempo determinato, ma non abbiamo potuto attingere ad altre graduatorie perché quella del 2007 non è di questa azienda e non intendo procedere compiendo abusi. Entro quest’anno bandiremo un concorso nostro, ci attendiamo molti iscritti, anche duemila domande».
Gioele Caccia
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