Imparare a curarsi con le favole
Il progetto all’Istituto “Carmine della Sala” con quattro classi
Una grande festa ha sottolineato ieri pomeriggio all'istituto Carmine della Sala, l'incontro fra i volontari dell'Associazione Gruppo Estense Parkinson, la Dirigente didattica Lia Bazzanini e le insegnanti che avevano accolto l'invito di aderire al progetto promosso quattro anni fa e realizzato insieme ad Asp dal titolo "A scuola di cura ". Un progetto volto a sensibilizzare i bambini di 4 classi della scuola primaria, attraverso lo strumento delle favole, per coinvolgerli sul tema della "cura", su cosa significhi prendersi cura di qualcuno o di qualcosa, sia come soggetti che oggetti di "cura".
Una esperienza condotta dalla psicologa Francesca La Mantia, insieme alle socie dell'Associazione Amedea Esposito, "autrice" delle favole, Antonietta Mazzanti che le ha lette e dalla volontaria Fulvia Balboni. Un'esperienza non solo diattica ma di comprensione verso gli altri e che ha consentito ai bambini di confrontarsi con la disabilità, di riflettere sul tema della cura, sul bisogno di ascolto, vicinanza, protezione, calore e di capire che, anche una malattia importante come la malattia di Parkinson non rallenta i sentimenti e le pulsioni verso le bellezze della vita.
Nello stesso tempo ha permesso ai malati di esprimere le proprie emozioni, di comunicare ed esprimere ai bambini attraverso il racconto, i propri stato d'animo ed i propri sentimenti ma anche le loro difficoltà e risorse a conferma che le espressioni dell'arte, della cultura, la attivazione di processi cognitivi come l'attenzione, la percezione, la memoria, così come altre attività riabilitative come la musicoterapia, l'attività fisica adattata, complementari alla terapia farmacologica e chirurgica, possano alleggerire il peso della malattia e migliorarla. E non aver timori o altro verso chi è malato.
Margherita Goberti
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