Omicidio Tosi, l’amico resta fuori dall’indagine sul delitto
Omicidio Tosi, la procura chiude l’inchiesta accusando solo Bertocchi. Contestata la premeditazione, rischia l’ergastolo
Il processo per l’omicidio di Pier Luigi Tartari si è appena chiuso con due ergastoli e adesso si apre con lo stesso scenario giudiziario il processo per il delitto di Fossanova San Marco: la procura ha infatti chiuso l’inchiesta accusando Simone Bertocchi dell’omicidio con premeditazione di Roberto Tosi Savonuzzi e del tentato omicidio della compagna, Raffaela Pareschi. Bertocchi che uccise Tosi e ferì a morte la donna sparando con una pistola di piccolo calibro 6.95 (arma mai trovata nonostante ricerche durate giorni), ora rischia davvero l’ergastolo vista la somma dei reati contestati: in primis l’omicidio con l’aggravante della premeditazione, per essere andato quella mattina di domenica del 25 luglio scorso, a Fossanova, nella casa di Tosi per ucciderlo, con la volontà di farlo.
Queste almeno le conclusioni cui è giunto il pm Stefano Longhi chiudendo l’inchiesta e depositando l’atto di chiusura nei confronti solo di Bertocchi (notificata ai legali, Sergio Pellizzola e Barbara Grandi)): solo a lui, e dunque - si faccia molta attenzione - la posizione del presunto “complice” cadrebbe del tutto. Quella mattina dell’estate scorsa- ricordiamo - Bertocchi andò a Fossanova assieme ad un altro ragazzo, William Biancucci che - come sottolineava in passato il suo legale, Francesco Andriulli - era ignaro che Bertocchi fosse armato: non è mai stato il complice nè dell’omicidio nè del tentativo e non venne mai arrestato. Biancucci era lì per aiutare nei lavori edili Bertocchi e scappò per paura, come del resto non disse nulla di Bertocchi dopo la fuga. Bertocchi ha sempre spiegato e indicato agli inquirenti (procura e carabinieri) che quel giorno non voleva uccidere, si armò della pistola perchè aveva paura di Tosi che lo aveva minacciato già diverse volte. Il nodo del contendere con Tosi, la vittima, erano alcuni lavori di manutenzione alla casa in cui vivevano Tosi e la Pareschi, casa di proprietà della fidanzata dello stesso Bertocchi, Sabrina. Quel giorno Bertocchi andò a Fossanova con la pistola perché, sostiene, aveva paura di Tosi, e si armò di pistola.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.14919623:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2017/02/22/news/bertocchi-sara-presto-davanti-al-giudice-per-biancucci-escluso-il-concorso-di-delitto-1.14919623]]
Ma è possibile - domanda legittima - che un omicidio venga premeditato e si scelga di commetterlo usando come mezzo di trasporto la bicicletta? Anche in questo caso ricordiamo che siamo davanti ad una situazione border-line: l’omicidio in bicicletta può innescare ironia, ma tale è, oggettivamente perchè Bertocchi non aveva altri mezzi per andare a Fossanova (la fuga poi sarà in autobus!). Bertocchi, questo il movente, prese le difese della fidanzata, proprietaria della casa, contro le pressioni di Tosi: andò a discutere di controversie con l’affittuario e uccise l’inquilino, a suo dire, prepotente. Lo uccise con un colpo alle spalle, il primo che Bertocchi sparò, per poi finire Tosi, con un secondo colpo, mentre si accasciava a terra. Anche la Pareschi venne colpita alle spalle, mentre soccorreva Tosi, chinandosi su di lui: lei si è salvata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
