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Pronto soccorso grande

Pronto soccorso grande

Saranno ricavati nuovi spazi per ridurre i tempi di attesa

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L’aumento dell’afflusso al pronto soccorso dell’ospedale di Cona, che tra la fine dell’anno scorso e l’inizio del 2017 ha assunto il volume di un “iperafflusso”, ha indotto i vertici del Sant’Anna ad accelerare i tempi per l’espansione del pronto soccorso. Uno dei motivi più urgenti è affrontare la crescita dei codici gialli (paziente grave ma non in pericolo di vita) che appesantisce il lavoro di uno dei servizi più delicati dell’ospedale, vero e proprio punto di frontiera. Si dice che chi presta servizio in questa area dell’ospedale lavora in “trincea”. E il fatto che non si tratti di una battuta emerge da una ricorrenza che ha iniziato da tempo a impensierire i dirigenti degli ospedali: la difficoltà di reperire medici specialisti nell’emergenza-urgenza. Sia perché l’errore professionale può essere più frequente che in altri reparti, soprattutto in tempi di medicina difensiva (la crescita di azioni legali intentate contro personale sanitario), sia perchè le facoltà che formano questi profili professionali hanno iniziato a sfornare medici specializzati da poco tempo (quelli di Unife sono attesi per questa estate, quando si concluderà il ciclo di formazione). Al Sant’Anna uno degli obiettivi dichiarati dal vertice aziendale è «liberare per maggio altri cinque ambulatori». Saranno spostate alcune postazioni di ps specialistico, come pediatria, oculistica e orl. Resterà il ps ortopedico. Negli spazi che si renderanno disponibili saranno ricavati una Osservazione breve intensiva (casi che necessitano di tempo per la valutazione o un approfondimento diagnostico) oppure ambulatori per ridurre l’attesa, uno dei punti dolenti dell’accesso in questa area dell’ospedale. Sarà potenziato anche il personale, assicura l’azienda ospedaliera. Di recente è stata presentata la nuova Area Rossa del pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Bologna con 11 posti letto complessivi per i codici di massima gravità. Nell’ospedale è prevista la presenza di un flow manager, o flussista, per rivalutare periodicamente le persone in attesa. Il ps del Maggiore è sede di Trauma Center per le provincie di Bologna, Ferrara e Modena.

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