Fuori dal delitto, ma ancora guai
Per Bertocchi l’omicidio di Tosi, per l’amico Biancucci resta l’omissione di soccorso e rischia 2 anni
Quella domenica del 25 luglio scorso era a Fossanova San Marco per sbaglio: o meglio, William Biancucci era lì “solo” perchè aveva bisogno di lavorare e sapeva “solo” di dover aiutare Simone Bertocchi nei lavori edili alla casa. Dell’intenzione dell’amico di uccidere Roberto Tosi Savonuzzi non sapeva nulla, tantomeno dell’arma, una piccola pistola 6.35 che Bertocchi nascondeva nei pantaloncini corti.
Per questo motivo per Biancucci la procura ha chiesto l’archiviazione per le accuse di concorso in omicidio e tentato omicidio, e non solo: anche per il favoreggiamento nonostante fosse fuggito con Bertocchi dopo il delitto e per non averlo, di fatto, denunciato. Biancucci scappò in bicicletta con Bertocchi, prima e in autobus poi, da Fossanova per far rientro in città. Aveva paura, non sapeva più cosa fare, travolto da una tragedia di cui era stato di fatto “solo” un passivo spettatore. Dopo la fuga restò a casa sua, dove andarono a prenderlo i carabinieri, accusandolo formalmente del concorso nel delitto. Ma dopo il primo interrogatorio, lo stesso pm Stefano Longhi valutò che non vi erano motivi per ritenerlo coinvolto: e non lo arrestò. E così, dopo sei mesi di indagini il pm ha valutato che Biancucci era del tutto ignaro di ciò che Bertocchi voleva fare, non sapeva nemmeno che fosse armato. Dunque, almeno per il delitto, la sua posizione va archiviata. Ora, ovviamente, toccherà al giudice valutare la richiesta della procura che invece contesta a Biancucci, ora, “solo” l’omissione di soccorso. Dunque se Bertocchi, autore materiale dell’omicidio di Tosi e del tentativo di uccidere Raffaela Pareschi, rischia l’ergastolo, Biancucci potrebbe incassare una pena tra 1 e 2 anni per il reato di omissione di soccorso, per essersi voltato - di fatto- dall’altra parte. Questo il conto che la procura chiede a Biancucci di pagare, e non è poco. Mentre per quanto riguarda Bertocchi, i difensori - Sergio Pellizzola e Barbara Grandi - ora studieranno le carte depositate dall’accusa e quindi valuteranno all’udienza preliminare che dovrà essere fissata quale strategia difensiva adottare, se il giudizio abbreviato o altro. Abbreviato - come ricordiamo - che consente agli imputati di ottenere uno sconto di pena di un terzo: in questo caso, Bertocchi eviterebbe l’ergastolo, come accaduto nei mesi recenti per l’omicidio Tartari o per il delitto di Cloe Govoni a Renazzo. Per quanto riguarda Biancucci, il suo legale Francesco Andriulli ribadisce che «fin dai primi momenti il mio assistito aveva sostenuto di essere all’oscuro di ogni intenzione di Bertocchi e allora, veniva evidenziata la sua estraneità: ora ne abbiamo avuta conferma con la decisione della procura di chiedere l’archiviazione per i reati più gravi». «L’omissione di soccorso? Quando riceveremo gli atti (la procura dopo lo stralcio dovrà notificare l’accusa a Biancucci, ndr) valuteremo la nostra difesa».
Daniele Predieri
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