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Il petrolchimico si muove con assunzioni e bonifica

Il petrolchimico si muove con assunzioni e bonifica

Versalis ha firmato l’accordo per le prime 29 di 45 assunzioni nel nuovo impianto È partito l’appalto da 2 milioni per cominciare a ripulire anche la falda profonda

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La decisione di Eni di tenere nel suo perimetro e potenziale la chimica di Versalis, dopo aver passato più di un anno a tentare di venderla, sembra aver impartito un nuovo dinamismo al petrolchimico, del quale la società a partecipazione pubblica resta un pilastro. È dei giorni scorsi, infatti, il via libera alla fase operativa dell’ultimo step della bonifica dell’intera area produttiva, che riguarda la falda profonda. Nei prossimi tre anni le società del “condominio” chimico, riunite nella Ifm, spenderanno quasi due milioni di euro per avviare la procedura di emungimento dell’acqua di falda da diversi punti del petrolchimico, avviarla all’impianto di trattamento e reimmeterla, una volta ripulita dagli inquinanti (cvm su tutti), nel sottosuolo. L’operazione andrà avanti per una decina di anni e concluderà di fatto la bonifica di un’area che nel frattempo resta in piena attività, caso più unico che raro almeno in Italia, dove la “pulizia” dei siti chimici di rilevanza nazionale è in gran parte ancora al palo. È da sottolineare come questi interventi, che in precedenza hanno riguardato i terreni e la falda superficiale, siano stati finanziati dai privati, cioè le società chimiche insediate, altra anomalia positiva sottolineata tra gli altri anche dalla Commissione interparlamentare rifiuti.

Un cantiere che è già in fase avanzata e si concluderà entro fine anno è quello per il nuovo impianto di gomme speciali, considerato strategico da Versalis. L’altra sera è stato firmato l’accordo per l’assunzione dei 29 addetti diretti dell’impianto, che saliranno a 45 con i servizi (laboratorio, sicurezza ecc.), e i colloqui di lavoro sono stati già avviati. I sindacati sono stati messi in pre-allerta per iniziare a discutere l’organizzazione della nuova attività, e su quei tavoli si conosceranno i numeri definitivi. Dopo i collaudi, l’impianto dovrebbe partire nella primavera 2018, per produrre 50mila tonnellate l’anno di gomme.

I rappresentanti dei lavoratori restano tuttavia vigili in vista della presentazione del Piano industriale di Versalis, annunciato per ottobre e poi slittato alle prossime settimane. «Chiediamo a questo documento qualche indicazione sui futuri investimenti nel petrolchimico, a partire dalla riqualificazione dell’impianto X, ma anche una linea chiara e precisa per quanto riguarda tutte le attività petrolchimiche - sottolinea Fausto Chiarioni, segretario provinciale dei chimici Cgil - Il cracking di Marghera, dal quale dipendono le materia prime lavorate a Ferrara, ha infatti bisogno d’interventi importanti per rimanere attivo, e le ripetute dichiarazioni dell’azienda sulla volontà di puntare sulla chimica verde non diradano i dubbi». Il progetto strategico, come ha più volte ribadito Versalis, è di costituire una nuova piattaforma chimica da fonti rinnovabili in partnership con Elecance, una società statunitense. Nel frattempo però bisogna decidere la sorte dell’impianto veneziano, che funziona ancora a olio pesante, un combustibile tra i più inquinanti in circolazione, e che va riconvertita probabilmente a metano.

Dal cracking di Marghera arrivano via tubo l’etilene e il propilene che alimentano gli impianti ferraresi, e la sua sostituzione per mezzo di navi da trasporto non sembra una soluzione sostenibile nel lungo periodo, soprattutto se il prezzo del petrolio dovesse nuovamente impennarsi rendendo più economico lavorarlo direttamente alla bocca dei pozzi.

Stefano Ciervo

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