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La Cgil suona la carica su diritti e referendum

La Cgil suona la carica su diritti e referendum

Partita la campagna per arrivare in tempi brevi al voto su voucher e appalti Il segretario generale Zagatti: non si è limitata la precarietà del lavoro

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Basta prendere tempo, venga dichiarata la data utile per i referendum su voucher e appalti. È quanto chiede la Cgil, promotrice dei due quesiti, nel corso dell'attivo provinciale dei delegati di ieri pomeriggio in Sala Estense. «Chiediamo al governo - dice il segretario generale confederale Cristiano Zagatti - di fissare al più presto quel giorno, meglio se fosse lo stesso delle elezioni amministrative, così si potrebbero risparmiare risorse pubbliche». Ad aprire l'incontro è uno spezzone di un film molto noto, “Ogni maledetta domenica”, quello in cui Al Pacino nelle vesti di allenatore dà la carica a una squadra di football americano. Un discorso motivazionale («Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l'altro, fino alla disfatta», è un passaggio) che Zagatti rievoca per preparare la sfida. «Non abbiamo mai fatto campagne elettorali e non avremo molto tempo, poi gli avversari non mancano. Ma noi siamo la Cgil, cento anni di storia: sono cambiati governi, partiti, e tanti di questi stanno cambiando, però noi restiamo radicati come nessuno in questo paese. Insomma, ce la possiamo fare», sostiene il segretario. C'è da scavalcare il quorum, essendo referendum abrogativi, il che significa 26 milioni di elettori da convincere e portare al voto a livello nazionale. In provincia di Ferrara il compito è attivare nella campagna almeno 1.500 persone, costruire comitati di sostegno in ogni comune, organizzare iniziative pubbliche settimanali; sono già pronte cartine e stradari per il porta a porta. «Le oltre sessanta camere del lavoro non siano porte chiuse, tornino a vivere», è l'appello. Nel merito «i voucher, utilizzati a milioni, vanno abrogati perché non hanno limitato la precarietà, anzi, e il lavoro accessorio deve essere normato attraverso strumenti contrattuali che diano certezze contributive, previdenziali e assicurative, come dice la nostra proposta di Carta dei diritti universali del lavoro». Quanto agli appalti, e Zagatti cita il petrolchimico cittadino, «vanno tolte le norme che limitano la responsabilità solidale: stessi diritti e tutele per tutti, che si lavori nelle aziende committenti o appaltanti. Senza andare con il cappello in mano. E nelle filiere dove non siamo presenti, dobbiamo essere percepiti comunque come un elemento di vantaggio e di cambiamento». Per strada si è perso il quesito sull'articolo 18, bocciato nelle scorse settimane dalla Corte costituzionale. «È il metro perduto che più ci fa male - riconosce il segretario, tornando alla metafora cinematografica - ma in decine di accordi stipulati in provincia negli ultimi anni siamo riusciti a ripristinarlo nei fatti attraverso la contrattazione».

In una sala gremita di dirigenti e delegati sindacali, l'incontro è stato chiuso dall'intervento di Marina Balestrieri, della segreteria regionale della Cgil dell'Emilia Romagna.

Fabio Terminali

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