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Morghen (M5s): molto lavoro da fare

Morti evitabili, Ferrara sul fondo

Morti evitabili, Ferrara sul fondo

Brutta classifica per mortalità da carenza di prevenzione e cure

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Non bastavano le classifiche economiche, che regolarmente relegano la provincia di Ferrara in coda all’Emilia e nell’ultimo terzo d’Italia. Adesso c’è pure la graduatoria della «mortalità evitabile» a far riflettere sul funzionamento del sistema Ferrara. Si tratta di un indice che tenta di stimare la mortalità evitabile «con interventi di prevenzione primaria, di diagnosi precoce e terapia o, infine, di igiene e altra assistenza»; in sostanza, un voto al complesso dell’assistenza sanitaria garantita sul territorio, stilato da un gruppo di lavoro guidato da Natalia Buzzi (Nebo ricerche) e del quale fanno parte Giuseppe Cananzi (ministero Economia) e Massimo Maurici (università Tor Vergata). Il rapporto 2017, che recepisce uno studio Eurostat sulla mortalità evitabile e si basa su dati Istat riferiti al 2014, penalizza Ferrara in maniera particolare per la mortalità femminile evitabile, per la quale siamo addirittura al 97esimo posto nazionale con 15,37 giornate perdute pro-capite, con una componente più elevata per quanto riguarda le cause prevenibili (11,86 giornate, 102esima posizione). Va un po’ meglio, ma non troppo, ai maschi: in questa graduatoria la provincia di Ferrara è al 63esimo posto in Italia con 25,06 giornate perdute-pro capite, l’indice più alto a livello regionale, in una graduatoria dove la figura migliore la fanno Treviso (19,65 giornate), Firenze e Ascoli. Nello specifico, Ferrara è indietro, al 75esimo posto nazionale, nelle morti evitabili con la prevenzione, con 20,30 giornate. È da evidenziare come per quanto riguarda la prevenzione, ci sia una netta differenza tra nord e sud, con una concentrazione nelle zona più basse della graduatoria delle province meridionali, mentre non si registra una differenza geografica per le cause trattabili.

La ricerca è stata analizzata e diffusa da Ilaria Morghen, operatice sanitaria e consigliere M5s, che trae conseguenze drastiche: «Nessuna provincia della Regione Emilia Romagna fa peggio di noi - sottolinea, nella classifica nazionale sopra di noi, tra i capoluoghi emiliano romagnoli, troviamo Piacenza al 94esimo posto per mortalità evitabile totale femminile e al 54esimo posto per quella maschile. Misurare la mortalità evitabile (con intelligenza) è mportante perché è un indicatore dello stato di salute del Paese ed è uno strumento utilizzabile a livello locale per riorientare gli investimenti sanitari, allo scopo di migliorare lo stato di salute dei cittadini attraverso strumenti più efficaci e con minore spreco di risorse. Alla luce dei dati emersi - conclude Morghen - sembra che a Ferrara ci sia molto lavoro da fare». A livello nazionale si stima in oltre 103mila le morti evitabili (con intelligenza) avvenute nel 2014 entro i primi 75 anni di vita, con una netta prevalenza maschile (53.376 morti).

Lo studio non entra nel merito delle cause: è presumibile che possano incidere anche fattori ambientali, come lo smog, oltre alla qualità degli interventi della sanità pubblica. (s.c.)

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