Plastificante tossico solo per l’Ue: rischia Vinyloop
La rigenerazione del pvc sembrava essere una delle strade per lo sviluppo della chimica, ma in queste settimane è cresciuta la preoccupazione per uno dei pochi impianti pilota a livello nazionale,...
La rigenerazione del pvc sembrava essere una delle strade per lo sviluppo della chimica, ma in queste settimane è cresciuta la preoccupazione per uno dei pochi impianti pilota a livello nazionale, quello Vinyloop nell’area ex Solvay. La preoccupazione non è stata del tuttofugata dalla risposta data dall’assessore Roberto Serra all’interpellanza presentata da Alessandro Talmelli (Pd) dopo gli allarmi lanciati dai sindacati: «Ho avuto modo di parlare con il manager Francesco Tarantino, che mi ha spiegato come gli impianti oggi lavorino al 50%, con cassa integrazione per 12 persone di 13 settimane. Il problema di partenza è la rilevazione di tossicità da parte dell’Eca nei confronti di un plastificante base per questo tipo di lavorazioni, il Dehp». Per due anni c’è stato un rimpallo tra i vari enti, poi, il 27 gennaio scorso, è arrivata una notizia che fa ben sperare, con la Direzione generale europea per l’ambiente che ha convocato un tavolo con le aziende del settore per predisporre una road map «in grado di chiarire le incongruenze di questa vicenda - ha continuato Serra - Al di fuori dell’Europa, infatti, questo plastificante non viene considerato nocivo. Le prospettive dell’azienda dipendono dall’esito di queste trattative».
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