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Associazione Città del Pane: Bondeno chiede visibilità

Associazione Città del Pane: Bondeno chiede visibilità

BONDENO. La nostra provincia è universalmente riconosciuta come territorio di pane tipico. Quando si va in giro per l’Italia o per il mondo spesso si sente dire: «Ferrara? Che buon il pane». Da...

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BONDENO. La nostra provincia è universalmente riconosciuta come territorio di pane tipico. Quando si va in giro per l’Italia o per il mondo spesso si sente dire: «Ferrara? Che buon il pane».

Da tempo esiste anche un’associazione Città del Pane, sede ad Altopascio provincia di Lucca, che vede associate una cinquantina di località, fra cui quattro emiliane, Ferrara, Bondeno, Busseto e Polesine Parmense, e due venete: Adria e Chioggia. Ferrara ha deciso di abbandonare l’associazione mentre Bondeno, evidentemente non pienamente soddisfatta del rapporto, qualche tempo fa, con l’assessore Simone Saletti, assessore alla promozione territoriale, si è recato direttamente ad Altopascio per parlare con il presidente Maurizio Marchetti, ex sindaco del Comune. «Ho incontrato il presidente pr capire quali sono i programmi futuri dell’associazione, cosa si vuole fare e per fare in modo che Bondeno abbia una visibilità ancora maggiore».

«Il problema principale di un’associazione come la nostra - spiega lo stesso presidente - sono le risorse. L’associazione Città del Vino aveva risorse ingenti e ha vissuto grandi splendori poi le risorse si sono assottigliate ed è per così dire quasi scomparsa. L’associazione Città del Pane è in piena salute ovvero non ha debiti, le iniziative si soo sempre fatte e si continueranno fare a livello nazionale legate ad eventi riferiti al cibo vedi Cibus a Parma o ad altre manifestazioni a Roma, Milano e Torino. Un comune come Bondeno credo spenda annualmente 1000-1500 euro per aderire all’associazione ed i nostri stand sono a disposizione di tutte le realtà associate e l’ho spiegato anche all’assessore Saletti. Ferrara non ne fa più parte? In quel caso c’era una dirigente particolarmente interessata e sensibile come Adelaide Vicentini che ora è andata in pensione, oltre che da parte dell’assessore Deanna Marescotti e del suo predecessore Davide Stabellini credo si chiamasse, ora la situazione è cambiata ed hanno deciso di uscire. Le realtà associate possono fare rete ovvero partecipare ad iniziative svolte dagli altri comuni aderenti all’associazione e sfruttare questa opportunità. Prima di criticare uno deve fare una riflessione del tipo quanto mi costa e quanto ricevo in cambio per quello che spendo - conclude Marchetti -, poi ognuno è libero di criticare chi vuole».

L’associazione promuove il riconoscimento e la valorizzazione dei pani e di tipologie specifiche di pane legate a determinati territori; opera in collaborazione con i panificatori e con gli enti pubblici e strumentali competenti, per la maggior tutela della qualità del pane e delle risorse storico e culturali ad esso legate; coordina le manifestazioni promozionali, tecniche, culturali sul pane e l’ospitalità, realizza materiale documentario e promozionale per favorire la conoscenza del pane da ogni punto di vista. (m.bar.)

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