Azione di risarcimento, perizia sui danni
Anche i conti da far pagare agli ex ammistratori di Carife per la malagestione dal 2006 al 2013 - i danni quantificati in oltre 300 milioni di euro e poi ridotti a 100 per opportunità - portano la...
Anche i conti da far pagare agli ex ammistratori di Carife per la malagestione dal 2006 al 2013 - i danni quantificati in oltre 300 milioni di euro e poi ridotti a 100 per opportunità - portano la sua firma, Antonio Blandini e quella del collega Giovanni Capitanio, nel ruolo di ex commissari Banca Italia. La richiesta danni, lo ricordiamo, si è concretizzata in una azione di responsabilità, causa giudiziaria civile in corso da un anno e mezzo davanti al Tribunale delle imprese di Bologna. L’ultima udienza una decina di giorni fa, quando il giudice Daria Sbariscia si è riservata di decidere sulle richieste delle parti processuali: prima su tutte la richiesta di Nuova Carife, rappresentata dal presidente Roberto Nicastro (nella foto a fianco), subentrata ai due ex commissari dopo il Salvabanche e la liquidazione coatta di vecchia Carife. Nuova Carife ha chiesto al giudice l’ammissione di una perizia contabile che evidenzia il nesso tra le operazioni antieconomiche (Vegagest, Commercio&Finanza e le altre) e i danni arrecati alla banca. Le difese dei 31 ex amministratori hanno chiesto il rigetto perchè fuori termine. Il giudice dovrà decidere se ammettere o meno la perizia, e valutare anche le altre eccezioni presentate dalle difese. I legali di Nuova Carife hanno comunque sottolineato che nel caso non venisse acquisita la loro perizia, il giudice Sbariscia dovrebbe ordinare una consulenza tecnica d’ufficio (Ctu), una superperizia che dovrà indicare con esattezza il quantum dei danni arrecati alla banca, tra il 2016 e il 2013, che hanno di fatto portato Carife al commissariamento e al “buco”.
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