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Bullo della Gad rispedito in Tunisia

Bullo della Gad rispedito in Tunisia

Molestie a residenti e negozi. La Commissione gli nega lo status di rifugiato

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Aveva fatto richiesta per ottenere lo status di rifugiato, e di questo si faceva scudo per fare il bello e il cattivo tempo nella zona della coop del Doro e nel quartiere Gad, dove vagabondava ubriaco e infastidiva residenti e commercianti, soprattutto in una sala giochi. Fino a quando la Commissione per i rifugiati politici e di guerra gli ha negato lo status e per Samir, tunisino di 39 anni, è arrivato il provvedimento di espulsione che lo ha già riportato diritto nel suo Paese di origine. Per lui c’è il divieto di tornare in Italia per almeno cinque anni, pena l’arresto e la reclusione per quattro anni.

L’uomo già nel 2012 era stato accompagnato al Cie di Milano per motivi di ordine pubblico, ma era rimasto in Italia in attesa che la Commissione per i rifugiati si pronunciasse sul suo caso. Era così tornato a Ferrara, e aveva continuato il suo stile di vita: spesso ubriaco, più volte identificato dalla polizia di Stato, molesto e difficile da gestire e soprattutto molto arrogante e aggressivo, convinto com’era di non aver nulla da temere per il suo status di richiedente protezione. La svolta arriva quando la Commissione gli nega lo status, e l’Ufficio Immigrazione della questura di notifica il provvedimento. In occasione nell’ennesimo controllo in zona Gad, il prefetto di Ferrara emette un provvedimento di espulsione e il Questore gli ordina di lasciare l’Italia entro 7 giorni. Una scadenza che Samir non rispetta, così l’Ufficio immigrazione chiede e ottiene dal Consolato di Genova un titolo di viaggio che consenta l’imbarco coatto e l’espulsione, e con una validità di 10 giorni così da poterlo rintracciare e accompagnare alla frontiera. Nel frattempo Samir monopolizza una sala giochi della zona Gad, ne fa il suo quartier generale: non solo per incontrare connazionali e gestire i suoi traffici, ma anche per andare in bagno. Si comporta da padrone nel locale, arrivando anche a minacciare i clienti. Dopo due catture mancate, il 21 febbraio Samir viene individuato nella sala giochi, portato in questura, identificato e trattenuto una notte all’Ufficio prevenzione generale. Il giorno successivo, accompagnamento coatto all’aeroporto di Venezia e imbarco su un volo per la Tunisia.

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