Chiesto un tavolo regionale per la crisi Manifatture Bonzagni
Dosso, la richiesta avanzata dal sindacato Femca-Cisl e dai consiglieri della Lega Fabbri e Pettazzoni Una trentina di lavoratori sono in ansia per il futuro dell’azienda che produce imballaggi
DOSSO. Alla richiesta da parte del sindacato Femca-Cisl di un incontro urgente a tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nella vicenda dello stabilimento Manifatture Bonzagni srl ovvero la proprietà, il curatore fallimentare Valter Bignozzi e l’amministratore delegato Franco Bianchi ha risposto positivamente solamente quest’ultimo. Il sindacato, al termine dell’assemble a con i lavoratori che ha avuto luogo ieri mattina, ha deciso di coinvolgere anche la Regione affinché convochi il tavolo regionale per la gestione delle crisi. Come si ricorderà dopo l'assemblea sindacale straordinaria che si era svolta nei giorni scorsi, la Femca-Cisl, insieme ai lavoratori dell’azienda (una trentina le unità occupate), aveva proclamato una giornata di sciopero con relativo presidio ai cancelli della fabbrica che si trova sull’ex strada Statale per Modena. Dopo il fallimento della società Manifatture Bonzagni M.B. srl avvenuta con sentenza del Tribunale di Ferrara il 13 gennaio 2015 e la creazione di una nuova società, la Manifattura Bonzagni srl, quest'ultima deve rendere alla curatela della precedente società (commissario il commercialista Bignozzi) un credito «non ancora condiviso» che ha portato alla messa all’asta di beni e macchinari. L’ufficiale giudiziario si era presentato ai cancelli della fabbrica per provvedere al sequestro dei macchinari del valore di circa 500mila euro e, stante la situazione, non ha proceduto al sequestro.
«Le Manifatture Bonzagni Srl rappresentano un’eccellenza del territorio, di cui va salvaguardata l’occupazione. La Regione si attivi al più presto». È l’accorato appello del capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, e del consigliere regionale Lega Nord, Marco Pettazzoni. Perché il problema dell’azienda di Dosso che produce imballaggi inflessibili (legati al Made in Italy) nasce, sostanzialmente, da un contenzioso tra la “vecchia” e la nuova società, per via di un “credito non ancora condiviso”. «Il destino di 30 famiglie, che vivono grazie al lavoro dell’azienda, è ora messo a serio rischio – sottolinea Alan Fabbri – e la sensazione è che, con uno sforzo di buon senso e buona volontà, il problema possa essere risolto».
Non c’è, infatti, una riduzione della domanda degli imballaggi prodotti a Dosso, che rimangono di alta qualità. «Ma lo stop imposto alla produzione – dicono dalla Lega – potrebbe avere effetti nefasti, con la perdita di posizioni di mercato difficilmente recuperabili in futuro, se non si agirà urgentemente. O, peggio ancora, potrebbe significare la fine dell’attività e la cessazione di 30 posti di lavoro».
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