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Ferrara, gli agricoltori chiedono interventi contro le nutrie: rischiamo la vita

Ferrara, gli agricoltori chiedono interventi contro le nutrie: rischiamo la vita

Lagosanto, gli animali hanno ormai bucato tutti gli argini: e c’è chi di notte distrugge le trappole o le fa sparire

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LAGOSANTO. Solchi profondi, buche, frane, anche di proporzioni estese, degli argini dei canali non sono indizi, ma prove certe del transito delle nutrie, roditori che nelle campagne ferraresi sono ormai presenti in gran numero. La visita all’azienda agricola di proprietà di Riccardo Monzardo, a Lagosanto sulla strada provinciale che collega Jolanda di Savoia a Codigoro, è emblematica della gravità di un problema, che interessa non solo il settore agricolo, ma anche la sicurezza degli argini e delle arterie viarie stradali.

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«Quest’anno non farò risaia per scelta - dichiara Monzardo, che è anche presidente di Confagricoltura di Codigoro -, perché le nutrie mangiano il prodotto e bucano gli argini, facendo fuoriuscire l’acqua delle risaie stesse. Posso dire che ci sono aziende locali con danni che vanno oltre il 10% della produzione». In qualità di portavoce della categoria Monzardo fa emergere un altro aspetto, questo assolutamente non noto, ma correlato all’invasione delle nutrie. «Chi si espone segnalando la presenza di nutrie - lamenta Monzardo - ha subìto problemi in azienda con trappole che spariscono di notte o se le ritrova distrutte. Io stesso, dopo una recente denuncia fotografica sul profilo Facebook di Codigoro City - incalza l'agricoltore - ho subìto pesanti minacce, che sono poi state cancellate. Mi ero limitato a pubblicare foto che ritraevano una trentina di nutrie in 50 metri di un argine che affianca terreni coltivati».

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Il piano di limitazione regionale naturalmente non consente l'impiego di sostanze per ridurre la popolazione dei roditori, che si riproducono ogni sei mesi (con parti da 5/6 cuccioli per volta), ma non permette neppure agli agricoltori di procedere con l’abbattimento, per il quale sono autorizzati solo i coadiutori, in possesso di licenza di caccia. «Da quest’anno le aziende - conclude Monzardo - sono obbligate a fare domanda per il ricorso ai coadiutori alla regione, che poi le gira alla provincia. Anche le gabbie possono essere autorizzate dalla provincia, ma poi spariscono o vengono danneggiate e non dalle nutrie». Le foto rendono l'idea dei danni agli argini, con rischio frane e pericoli per trattori ed autotreni in azione lungo stradoni di campagna.

Katia Romagnoli

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