incontro in provincia
Proprio ieri Nicola Rossi, sindaco di Copparo e consigliere provinciale con deleghe a caccia, pesca, ambiente e relazioni con associazioni agricole, ha incontrato, Cia, Coldiretti e Confagricoltura,...
Proprio ieri Nicola Rossi, sindaco di Copparo e consigliere provinciale con deleghe a caccia, pesca, ambiente e relazioni con associazioni agricole, ha incontrato, Cia, Coldiretti e Confagricoltura, congiuntamente al comandante della Polizia Provinciale, Claudio Castagnoli. «I dati raccolti attraverso le segnalazioni dei Comuni e dalle stesse associazioni agricole - commenta Rossi - confermano la gravità del problema nutrie nella provincia di Ferrara. È un tema molto caldo e si ravvisa la necessità di postare avanti il piano di limitazione già attuato negli scorsi anni». Per il sindaco di Copparo la normativa regionale richiede un adeguamento alle reali esigenze e alle peculiarità dei territori, «perché una provincia come quella di Ferrara caratterizzata dall’acqua, non può essere parificata ad esempio a quella di Piacenza». Dall’incontro di ieri sono emersi due punti fermi, il primo riguardante il corso di addestramento per coadiutori, incaricati di eseguire gli interventi di abbattimento e l'altro l’interessamento della regione Emilia Romagna, rispetto a quella che lo stesso Rossi definisce «un’invasione del nostro territorio ad opera delle nutrie». Nei prossimi giorni è previsto un incontro con l'assessore regionale Simona Caselli, per mettere in fila le diverse problematiche concomitanti, legate alla presenza delle nutrie nella provincia di Ferrara, dai danni alle colture (ingenti quelli alle risaie), a quelli che interessano gli argini con smottamenti del terreno e conseguenti rischi idraulici. «Con dati certificati andremo a Bologna - conclude Rossi - e faremo in modo che la Regione valuti la necessità di adeguare la normativa ai reali bisogni di questa provincia». Come noto, lo scorso anno la regione ha approvato il piano di limitazione della specie, demandandone l’attuazione alla provincia. Alla fine del 2016, con fondi residui dell’ente, che è di secondo livello, sono state acquistate gabbie, messe a disposizione degli agricoltori.
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