Investire sulla Destra Po progetto tutto ferrarese
Cavicchi e Biancardi: pronto un piano regionale per intercettare i fondi europei Si punta a promuovere il turismo fluviale e l’agroalimentare tipico del territorio
Un progetto regionale per dare impulso e sviluppo alla Destra Po e a tutta quell’area che confina con il grande fiume in terra emiliana: da Piacenza al Delta. Questa la finalità principale di “UnPoGrande”, ideato da quattro persone: Alberto Cavicchi e Cristina Biancardi per l’area di Ferrara; Mauro Battaglia, per la zona di Reggio Emilia e Modena e Giampiero Comolli per l’area di Parma e Piacenza. Si lavora su due direttrici: il turismo fluviale e la valorizzazione enogastronomica del territorio.
«Il gruppo di progetto - precisa Alberto Cavicchi - è nato dalla constatazione che durante l’Expo del 2015, è stata avviata un’azione mirata di marketing internazionale che ha portato 600mila persone a visitare il Po, dal Monviso al Delta. Abbiamo deciso però di optare con un proposta territoriale che spazia da Piacenza al mare e sto puntando per avere la sede di questo progetto proprio a Ferrara».
Il progetto vede la regione come soggetto deputato alla programmazione e controllo, diventando punto di riferimento anche per i Comuni della zona geografica del Po. Per quanto riguarda la provincia di Ferrara i comuni sono quelli di Bondeno, Ferrara, Ro, Copparo, Tresigallo, Fiscaglia, Codigoro e Comacchio, centri che oltre ad essere bagnati dal Po grande si trovano in zone strategiche sul Po di Volano e sull’idrovia Ferrarese.
«Abbiamo avuto contatti con gli assessori regionali Patrizio Bianchi ed Andrea Corsini - spiega Cristina Biancardi - ed abbiamo avuto come interlocutore la consigliera regionale Marcella Zappaterra. Si tratta di un progetto pubblico- privato e stiamo lavorando per accedere ai finanziamenti messi in campo dalla Comunità Europea».
Fondamentalmente si è alla ricerca di imprenditore nel settore del turismo e dell’agroalimentare per raccogliere le peculiarità del nostro territorio.
«L’obiettivo - sostiene Cavicchi - è quello di realizzare migliori risorse attrattive lungo la Destra Po, coinvolgendo i privati anche perché non esiste in Italia un turismo fluviale di carattere nazionale, in quanto il fiume Po non rientra ancora nelle aree dei distretti europei del turismo fluviale riconosciuti e finanziati. Non dimentichiamo poi che il Delta del Po fa parte del patrimonio dell’Unesco e dei Mab.
Il progetto regionale ha già raccolto le adesioni di molti dei comuni interessati. A ormai 16 anni dall’istituzione della Destra Po sembra giunto proprio il momento di valorizzarla al meglio.
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