La Nuova Ferrara

Ferrara

«Asse con Modena, indietro non si torna»

«Asse con Modena, indietro non si torna»

Il presidente Benini all’assemblea Legacoop: ora tocca alla Cispadana. Appalti, sportello per denunciare le false coop

3 MINUTI DI LETTURA





«Mettersi insieme può rendere più forti, vogliamo restare fedeli al cambiamento e mantenere la rotta». Un anno dopo la fusione tra Ferrara e Modena, Andrea Benini impugna il timone di Legacoop Estense e nell'assemblea annuale rivendica i valori della cooperazione, che nella crisi ha viaggiato un po’ meglio del resto dell'economia. Dal confine delle due provincie non si torna più indietro, «ne abbiamo seguito le rotte: la manifattura, il marchio del Ducato Estense e speriamo che arrivi presto anche la strada vera, la Cispadana». L'asse con Modena non è il futuro della Camera di Commercio (si fonderà con Ravenna) ma, assicura Benini, «abbiamo preferito non ostacolare la volontà della maggioranza e lavoreremo con spirito collaborativo nei perimetri che Unioncamere vorrà proporre al ministero». È il tema degli appalti il cuore della relazione: «Dietro all'offerta più economicamente più vantaggiosa spesso si nasconde il massimo ribasso, una pratica che spinge al margine della legalità. Non era ciò che ci si aspettava dal nuovo codice, che pure abbiamo apprezzato in molte parti». Legacoop sta progettando un servizio di Sos false cooperative perché «l'erba cattiva rischia di scacciare la buona. Ci arrivano numerose segnalazioni: offerte con ribassi impossibili accettate senza problemi, committenti che creano cooperative in casa per sottopagare i lavoratori, truffe all'Inps, falsi volontari, proteste di gente non pagata che per disperazione finisce per seguire dei delinquenti». Lo sportello potrà sostenere chi segnala formalmente e con precisi riferimenti casi di illegalità. Non decolla invece la fusione con Federcooperative e Agci, si rammarica Benini, «molti passi avanti ma siamo ancora divisi; all'assemblea nazionale di gennaio si è ribadita la necessità del progetto, ma non c'è una data di conclusione. Di sicuro qualcuno ha tirato un sospiro di sollievo, noi no».

Patrizio Banchi saluta la platea del Teatro Nuovo a nome della Regione. «Torna il fascino dei principi e valori cooperativi - sostiene l'assessore -, a tutti gli effetti sono un punto fondante dello sviluppo del nostro territorio, che vogliamo riaggregare partendo dai progetti e qui c'è un esempio straordinario». Il patto Ferrara-Modena fa venire in mente a Tiziano Tagliani il caso Carife, richiamato da Benini: «Che la soluzione potesse arrivare su quell'asse - nota il sindaco con una battuta - era scritto nel destino. La sede della Fondazione Carife è a Palazzo Muzzarelli Crema: ora che la crema non c'è più, è rimasto solo Muzzarelli», con evidente riferimento al cognome del sindaco di Modena, presente in sala. Il futuro delle due province non può più essere disgiunto e Tagliani ragiona soprattutto in ottica cultura e turismo: «Il progetto del Ducato Estense è il lancio di un "brand" che può attrarre visitatori in un territorio che non è quello di Venezia, Firenze o Roma ma che ha grandi potenzialità».

Aperto dalla vice di Benini, la modenese Francesca Federzoni, e da un ricordo di Giuliano Grandi, presidente provinciale di Agci, la centrale cooperativa "laica", morto pochi giorni fa, l'incontro ha visto gli interventi anche di Martina Bagnoli (direttrice Gallerie Estensi), Nicola Folletti (Alleanza cooperative) e le conclusioni del presidente nazionale di Legacoop, Mauro Lusetti: «L’alleanza delle coop nei fatti già esiste, siamo in marcia. Ma si tratta di un percorso da maratoneta» .

Fabio Terminali

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google