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parla il direttore di malattie infettive

In provincia 150 ammalati già trattati con il farmaco

In provincia 150 ammalati già trattati con il farmaco

«Abbiamo iniziato ad utilizzare la nuova linea di farmaci nell’ottobre del 2015. In questo anno e mezzo abbiamo trattato circa 150 pazienti a Ferrara». Il risultato? «Una percentuale di successo...

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«Abbiamo iniziato ad utilizzare la nuova linea di farmaci nell’ottobre del 2015. In questo anno e mezzo abbiamo trattato circa 150 pazienti a Ferrara». Il risultato? «Una percentuale di successo altissima. Siamo al 98%. I nuovi farmaci funzionano benissimo», spiega il direttore del reparto di Malattie infettive ospedaliero, Marco Libanore. La nuova generazione di antivirali, in Italia distribuiti dagli ospedali, si basa su una combinazione di principi attivi personalizzata dallo specialista. La terapia si protrae «mediamente per tre mesi e può essere prolungata per altri tre - precisa l’infettivologo del Sant’Anna - la tollerabilità è altissima, gli effetti collaterali quasi inesistenti, l’assunzione semplificata perchè si assume un numero ridotto di pillole rispetto al passato». In provincia, al Sant’Anna, sono due i centri autorizzati per la distribuzione dei farmaci: il reparto di Malattie infettive ospedaliero (con cui collabora quello universitario di Malattie infettive) e la Gastroenterologia. «Purtroppo l’ammissione dei pazienti è limitata perché le terapie sono molto costose - commenta Libanore - È chiaro che l’optimum sarebbe poter estedere a tutti gli ammalati l’accesso mentre oggi possono essere sottoposti al trattamento solo i pazienti con gli stadi più avanzati della malattia». Una condizione che ha spinto persone infettate dal virus oggi “non candidabili” «a viaggiare verso Paesi stranieri, come l’India, dove il farmaco costa poche centinaia di euro. Ma c’è anche chi lo acquista su internet. Il problema - chiosa il direttore - è che se il paziente lo compra e riesce a portarlo in Italia può non essere sottoposto a monitoraggio e controllo per l’impossibilità di stabilire se quel medicinale è sicuro».

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