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Riaperte finora 27 chiese danneggiate dal sisma

Riaperte finora 27 chiese danneggiate dal sisma

La maggioranza degli edifici religiosi è chiuso, per alcuni agibilità parziale In regione sono 58 i cantieri attivi, 114 in progettazione. Soldi dal ministero

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Sono 118 le chiese riaperte al culto dopo il sisma in Emilia del 2012: 54 sulle quali si intervenne nei mesi successivi alle scosse (con una spesa di oltre 15 milioni di euro) per garantire lo svolgimento delle funzioni in ogni comune colpito e altre 64 fra quelle inserite nel Piano delle opere pubbliche e dei beni culturali, per il quale sono complessivamente disponibili 252 milioni di euro, di cui 209 milioni del Commissario e 43 milioni di cofinanziamenti. A queste chiese, si aggiungono altri 60 edifici delle diocesi. E sempre nell'immediato post sisma, per assicurare la continuità di culto vennero realizzati anche 15 edifici provvisori, per una spesa di quasi 6,3 milioni di euro. In tutto sono stati 294 gli edifici religiosi danneggiati dalle scosse di cinque anni fa, ad oggi coperti da finanziamenti.

Sono queste, in sintesi, alcune delle cifre relative alla ricostruzione degli immobili destinati al culto e alla fruizione pubblica, danneggiati dal sisma del 20 e 29 maggio 2012, sui quali, ieri a Bologna, nella sede della Regione, è stato fatto un punto della situazione .

Per quanto riguarda la diocesi di Ferrara, sono 14 le chiese già riaperte e 20 quelle ancora chiuse, con 7 agibili solo parzialmente. Nell’Alto Ferrarese, che cade sotto la Diocesi di Bologna, le riaperture sono solamente 3, con 15 chiuse e una parzialmente agibile. Nel territorio che viene compreso nella Diocesi di Ravenna, parte del Basso Ferrarese, 2 riaperture e 1 inagibilità.

Sono 58 i cantieri aperti mentre per 114 è in corso la progettazione. A questi si aggiungono altri 60 edifici delle diocesi (per 37 milioni di euro). Con la legge di stabilità 2016 sono state assegnate alla ricostruzione in Emilia ulteriori risorse, 127 milioni di euro, per il ripristino di beni pubblici o ad uso pubblico: di questi, il Commissario ha destinato 42 milioni di euro per gli edifici religiosi. Sempre nel 2016, con il Piano del Mibact, il cosiddetto "Piano Franceschini" (Legge 208 del 2015) sono stati stanziati, per interventi a 13 chiese, oltre 39,4 milioni di euro. Tra questi vi sono i soldi per la chiesa di San Martino di Tours a Buonacompra (4 milioni), la Basilica di Ferrara (7,7 milioni), Sant’Apollonia (800mila euro), e le chiese di San Francesco (2,3 milioni) e San Giuseppe, Tecla e Rita (500mila euro).

Il Programma delle opere pubbliche del ministero, infine, mette a disposizione, tra fondi del Commissario e cofinanziamenti, circa 1,074 miliardi (690 milioni commissario e 384 milioni cofinanziamenti) per 1.500 interventi. Dei 1.313 progetti presentati (per 928 milioni) 997 sono stati approvati (per 491 milioni) e per 732 di questi i cantieri o sono già iniziati o sono di prossimo inizio.

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