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Ferrara, Unife: rottura sulla scelta del direttore

Ferrara, Unife: rottura sulla scelta del direttore

Il Senato accademico si spacca sulla nomina di Giuseppe Galvan che ha sostituito Roberto Polastri. Incarico di un anno

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FERRARA. Dall’1 gennaio 2017 l’università di Ferrara ha un nuovo direttore generale. Si chiama Giuseppe Galvan, ha 56 anni, e fino al 31 dicembre scorso ha svolto l’incarico di dirigente dell’area tecnica di Unife, ruolo per il quale attualmente è in aspettativa. Una “pausa” di un anno, durante il quale Galvan svolgerà le funzioni che per oltre un quinquennio - dal 2011 alla fine del 2016 - sono state affidate al suo predecessore, Roberto Polastri. Il passaggio delle consegne, però, è stato meno pacifico e sereno di quanto ci si potesse attendere. Il Senato accademico, infatti, si è spaccato al momento di decidere sui due candidati che avevano presentato domanda: Giuseppe Galvan e Franco Baraldi, che è un alto dirigente della Camera di commercio di Bologna. Una competizione a due che ha generato, prima, uno strappo in Senato accademico (la votazione si era conclusa senza una maggioranza, con 7 voti favorevoli, 3 contrari e 6 astenuti) e, dopo, una dura presa di posizione messa nero su bianco dal direttore di Giurisprudenza, Giovanni De Cristofaro. Una lettera che dal dicembre scorso ha fatto il giro dell’ateneo, ma di cui si è avuta notizia solo nei giorni scorsi. La scelta bocciata dal Senato accademico infatti è stata riproposta dal rettore in Consiglio di amministrazione, che ha dato il via libera a Galvan.

Una forzatura, secondo De Cristofaro: «Non ricordo sia fino ad ora mai accaduto - ha scritto - che una proposta sulla quale il Senato abbia formulato parere negativo venga ripresentata tale e quale e approvata dal cda». La vicenda è destinata probabilmente a lasciare strascichi, anche per un altro motivo. Nei corridoi di Unife c’è chi si chiede per quale ragione l’incarico dirigenziale non sia stato affidato per un triennio.

In effetti un anno è molto breve per incidere su una struttura complessa, una macchina amministrativa che coordina il lavoro di 1200 persone.

C’è anche chi racconta che in lizza avrebbe potuto esserci un altro candidato in pectore per l’incarico di direttore generale che poi non è comparso tra i pretendenti: il prorettore vicario Enrico Deidda Gagliardo. Unife dovrà lanciare quindi un nuovo bando per il ruolo entro fine anno e verificare se esistono i presupposti per superare le contrapposizioni che hanno surriscaldato il cambio della guardia negli uffici della direzione generale.

Zauli, alla guida di Unife da quasi un anno e mezzo, ha annunciato alcuni degli obiettivi già conseguiti nel corso della cerimonia di apertura dell’anno accademico, a dicembre 2016. La nascita di una super-facoltà di Medicina, Farmacia e Prevenzione è stato uno dei traguardi raggiunti, ha detto; è stata anche confermata la volontà di rafforzare le Scuole di specialità a rischio per mancanza di docenti muniti dei titoli richiesti dalla legge. Tra le azioni con priorità il rettore aveva aggiunto anche l’intenzione di cancellare il numero programmato da alcuni corsi di laurea, come Scienze biologiche e Biotecnologie. Qualche contrasto era emerso, in quell’occasione, con il settore amministrativo, che ha richiesto con forza un rinvigorimento dell’organico. (gi.ca.)

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