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L’ex Monastero di Sant’Agostino promosso a “Luogo del cuore”

La classifica è stata stilata dal Fai e adesso si pensa ad un progetto per la riqualificazione dell’area Si punta a creare un parco archeologico o un piccolo luogo di culto con memoria storica di Comacchio

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COMACCHIO. Con 3595 voti l’ex-monastero di Sant’Agostino di Piazza Roma si è piazzato all’85º posto nella classifica degli oltre 33mila “Luoghi del cuore”, stilata dal Fondo ambiente italiano, allo scopo di promuovere progetti di tutela delle bellezze monumentali e paesaggistiche italiane, lasciate al degrado e all’abbandono. Sono 1.573.032 i voti registrati dall’edizione 2016 del sondaggio lanciato dal Fai, che negli scorsi anni, con le donazioni volontarie ed il sostegno di Intesa San Paolo, è riuscito ad avviare importanti progetti di recupero, come è avvenuto per il castello di Calatubo ad Alcamo e le saline di Marsala. «Ci siamo mobilitati tra settembre e novembre dello scorso anno - commenta entusiasta Roberto Farinelli, presidente della Pro Loco Città di Comacchio - e per noi è un risultato straordinario arrivare tra i primi 100 luoghi del cuore, rispetto ad una rosa di 33.264 luoghi di interesse storico ed artistico votati e segnalati in tutta Italia. Ora l’auspicio è che resti alta l'attenzione su un luogo simbolo della nostra storia, anche grazie al Comune, che ha candidato un progetto di recupero e riqualificazione ad un bando nazionale».

Alla fine del 2015 infatti l’ex-convento seicentesco, trasformato in fortezza durante l’età napoleonica e successivamente convertito a plesso scolastico, è stato candidato dall’amministrazione lagunare ad attingere ai fondi del “Piano Nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree degradate”. Anche l’Acer di Ferrara, dopo i recenti interventi di ristrutturazione delle cinque palazzine di edilizia residenziale pubblica, che si affacciano su piazza Roma, proprio di fianco all’ex-complesso di Sant’Agostino, ha presentato al Ministero dell’economia e delle einanze un progetto da oltre sette milioni di euro, con tanto di studio di fattibilità. L’intento resta quello di restituire l’edificio e l’area su cui sorge all'antico splendore. Per Roberto Farinelli l’unione fa la forza e dunque «spero che tutti i progetti di recupero possano andare avanti. Siamo consapevoli che occorrono milioni di euro, ma permane la speranza di rivedere recuperati almeno la facciata dell’ex-convento ed il suo campanile, con la messa in sicurezza di tutta l’area circostante».

Nei secoli l’ex-fortezza di Sant’Agostino ha assunto diverse destinazioni d’uso, sino a diventare addirittura un ospedale degli incurabili (tra il 18017 ed il 1813) e successivamente una caserma, dismessa solo al termine della prima guerra mondiale. La storia recente dell’edificio è quella che lo ha visto protagonista sino agli anni ’60, quale sede delle scuole dell’obbligo del capoluogo. Poi l’abbandono, degrado e oblio. Oggi anche grazie al sondaggio promosso dal Fai, potrebbe divenire un parco archeologico o un sacello che custodisce la memoria storica di Comacchio.

Katia Romagnoli

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