Mutuo ingiusto, banca condannata
Vittoria di Federconsum. Le vittime dovevano pagare un’auto mai consegnata
Avevano sottoscritto un mutuo da 12.500 euro con una Finanziaria per l’acquisto di un’auto, ma poco dopo la concessionaria era fallita e la Finanziaria pretendeva ugualmente il pagamento della somma, anche se la macchina non era mai arrivata. Due coniugi ferraresi, beffati due volte, alla fine hanno avuto giustizia al termine di una battaglia legale intrapresa con l’assistenza degli avvocati di Federconsumatori Massimo Buja ed Ermanno Rossi. Il Tribunale di Ferrara, e ora la Corte d’Appello di Bologna hanno ritenuto il contratto proposto dall’istituto finanziario vessatorio, riconoscendo l’inefficacia della clausola che prevedeva l’estraneità del finanziamento rispetto alle vicende del contratto d’acquisto. La coppia infatti nel 2005 era stata sollecitata dal venditore della concessionaria auto a sottoscrivere anche un finanziamento a copertura dell’acquisto, per un valore di 12.500 euro. La concessionaria era poi fallita e, nonostante ripetuti solleciti da parte dei due coniugi, l’auto non venne mai consegnata. La Finanziaria però pretendeva lo stesso il pagamento del mutuo, sostenendo che questo fosse del tutto indipendente dalle vicende del contratto di acquisto, come previsto dalla clausola poi “bocciata” dai giudici. I malcapitati avevano protestato invano con la Finanziaria, spiegando di non aver mai ricevuto la macchina e nemmeno i 12.500 euro, che erano stati pagati direttamente al venditore. Da qui la richiesta di aiuto a Federconsumatori, che aveva inviato una lettera di contestazione all’istituto finanziario. Quest’ultimo aveva replicato con un decreto ingiuntivo nei confronti della coppia per ottenere il pagamento della somma, più gli interessi e le spese legali. Federconsumatori si è opposto al decreto, e la vicenda è dunque finita davanti al Tribunale, che ha riconosciuto pienamente il buon diritto degli acquirenti, ha revocato l’ingiunzione e ha condannato la banca a rifondere le spese legali. L’istituto finanziario ha fatto ricorso in appello, chiedendo la condanna dei consumatori al pagamento del mutuo, degli interessi e delle spese di giudizio. Gli avvocati Buja e Rossi hanno a loro volta ribadito il principio per cui, quando in occasione di un acquisto venga anche contestualmente sottoscritto un finanziamento collegato, i due contratti risultano strettamente interdipendenti, per cui se si verifica un inadempimento del venditore, il consumatore non è tenuto a pagare le rate del finanziamento. In questo caso, il fallimento della concessionaria annullava anche il mutuo. E anche la Corte d’Appello ha dato ragione ai consumatori, segnando un precedente molto importante in materia di credito al consumo.
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