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«Dopo l’incendio, case a disposizione delle famiglie»

Samuele Govoni
«Dopo l’incendio, case a disposizione delle famiglie»

Il sindaco Brancaleoni rassicura i residenti di viale Nord: «Faremo il possibile per aiutarvi». Oggi Area smaltirà le macerie

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TRESIGALLO. La notte dopo le fiamme è passata. Si è dormito poco «con un occhio aperto e uno chiuso», come dice qualcuno. Nonostante la vastità dell’incendio, che ha coinvolto 7 abitazioni, le case sono “solo” parzialmente inagibili e per questo tutti hanno potuto in un modo o nell’altro dormire sotto il proprio tetto. Tutti tranne uno: Bruno D’Onofrio. La famiglia del pizzaiolo tresigallese, conosciuto da tutti in paese, ha dovuto appoggiarsi a casa di un amico perché le condizioni dell’immobili in cui vive in affitto con moglie e figlia di 10 anni, sono troppo critiche. Le fiamme non solo hanno divorato la sua auto «una Ford Fiesta nuova, appena comprata», ma anche il garage e non hanno risparmiato cucina e soffitto. Camminare al piano superiore non è sicuro, i muri sono tutti neri e molto di ciò che era nella casa al pian terreno è andato perduto o quasi. In viale Nord, nella zona residenziale che va dal civico 8 al 22, ovvero l’area coinvolta dall’incendio sviluppatosi nella notte tra venerdì e sabato e sulle quali cause stanno ancora indagando le forze dell’ordine, ieri mattina si è recato anche il sindaco di Tresigallo, Andrea Brancaleoni.

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«Non appena abbiamo saputo dell’incendio ci siamo attivati per capire come l’amministrazione potesse dare il proprio appoggio a queste famiglie. Se dovesse essere necessario - spiega il primo cittadino - abbiamo a disposizione delle abitazione a Rero (frazione di Tresigallo, ndr). Domani (oggi per chi legge, ndr) gli operatori di Area aiuteranno a pulire e a smaltire i materiali carbonizzati e deteriorati dalle fiamme. Al momento le auto, dalle quali potrebbe aver avuto origine l’incendio, resteranno dove sono perché rappresentano elementi utili per le indagini».

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«Dopo quello che è successo siamo tutti un po’ frastornati - spiegano D’Onofrio e la moglie -. Dovremo trovare un’altra casa perché qui non ci possiamo stare, almeno per ora. La bambina ha sempre mal di testa, è un po’ scombussolata e la notte scorsa ha voluto dormire nel lettone, cosa che non era mai successa, nemmeno quando era piccola piccola». Tutt’intorno i vicini cercano di fare il punto della situazione, rimuovendo ciò che si può e pulendo dove è possibile. «C’è stata grande solidarietà da parte della gente del paese, dei nostri amici e - aggiunge Nicola Lambertini che sabato notte ha dato l’allarme e chiamato il 113 - anche l’amministrazione è stata presente fin da subito. Penso che questa sia stata una manifestazione d’affetto molto importante. Ora spero solo che si capisca al più presto cosa ha innescato la scintilla che ha fatto bruciare tutto quanto».

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