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Due progetti contro la tratta

Due progetti contro la tratta

Il Centro Donna Giustizia contrario alle multe: così le ragazze sono più a rischio

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Il problema dello sfruttamento della prostituzione e la possibilità di contrastarlo dando assistenza e aiuta alle ragazze che subiscono al tratta vede la regione Emilia Romagna promotrice di due progetti: “Oltre la strada” e “unità di strada”. È in tale scenario che, la Regione Emilia-Romagna (Assessorato Politiche Sociali), raccogliendo le istanze dei territori, ha promosso a partire dall’anno 1996, il “Progetto regionale Prostituzione”, successivamente modificato in Progetto "Oltre la Strada" che è in grado di offrire supporto, accoglienza ed accompagnamento a chi si prostituisce o a chi intende uscire da percorsi prostitutivi. Riguarda quelle donne vittime di tratta e sfruttamento a scopo sessuale. Questo perché il fenomeno ha avuto una progressiva presenza in strada di donne straniere (con le nigeriane, le albanesi, le moldave e le ucraine quali gruppi prevalenti) molte delle quali vittime di sfruttamento sessuale; una residuale persistenza in strada di prostitute italiane, parte delle quali tossicodipendenti; una forte evoluzione della prostituzione “invisibile” praticata sempre più in appartamenti e in club privè, night club, saune e centri massaggi.

Il progetto si modula grazie al lavoro del "Comitato tecnico di coordinamento" costituito dagli Enti, Comuni, Aziende U.s.l. che vi partecipano. Il Comitato articola gli interventi del progetto regionale “Oltre la Strada ", interventi tesi a migliorare le condizioni di vita delle persone che esercitano l’attività prostituiva coatta o volontaria, attraverso diverse tipologie di azione e strumenti. L’altro progetto riguarda la prevenzione sanitaria delle prostitute e si chiama “Unità di strada”, finanziata dal fondo sanitario nazionale, e serve a tutelare la salute sia di chi lavora in strada che in appartamento. Tramite una convenzione con il Comune il progetto è gestito dal Centro Donna Giustizia che in questi anni ha lavorato molto, insieme anche ad altre realtà associative, per cercare di togliere dalla strada le donne soggetto a sfruttamento sessuale e anche fornire un servizio di prevenzione sanitaria a chi lavora in strada o in appartamenti.

Il Centro Donna Giustizia ha però recentemente espresso perplessità e contrarietà al nuovo regolamento di polizia urbana voluto dall’amministrazione comunale che prevede multe per i clienti. L’associazione ritiene infatti che questo sia dannoso soprattutto per le ragazze, che verrebbero poi trasferite al chiuso e quindi più difficili da controllare e contattare.

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