La Nuova Ferrara

Ferrara

Il rettore: nomina ok il direttore Galvan ha tutta la mia fiducia

Zauli: nessuno strappo fra Senato e cda, è la democrazia «Entro fine anno nuovo bando o conferma dell’incarico»

3 MINUTI DI LETTURA





«Chi ha parlato di “strappo” ha esagerato nei toni. Direi piuttosto che si è trattato di un esercizio di democrazia. L’università è il luogo principe del libero pensiero non dell’unanimismo paludato». Il rettore Giorgio Zauli non nasconde l’enfasi commentando la “rottura” consumata in Senato accademico sulla nomina del nuovo direttore generale di Unife, Giuseppe Galvan, che dall’1 gennaio scorso ha sostituito nelle sue funzioni il predecessore, Roberto Polastri.

Sul nome di Galvan, lo scorso dicembre, non si è raggiunta la maggioranza dei voti (7 favorevoli, 3 contrari, 6 astenuti) tra i componenti dell’organo universitario che per statuto esprime un parere sull’atto. Il via libera è arrivato dal cda dell’ateneo, organo deliberativo, che non ha tenuto conto del parere negativo espresso dal Senato innescando la dura presa di posizione del preside di Giurisprudenza, Giovanni De Cristofaro, che ha manifestato tutto il suo disappunto per il metodo usato in una lettera che da settimane circola in ateneo. «Polastri, l’ex direttore generale che ringrazio per il lavoro svolto, scadeva il 31 dicembre 2015 - spiega Zauli - due mesi dopo il mio insediamento in rettorato. Ho preferito prorogare l’incarico di un anno per garantire una stabilità nella fase iniziale del mandato e iniziare nel frattempo ad impostare il lavoro di riorganizzazione interna che ha già dato i primi frutti e andrà a regime entro marzo-aprile di quest’anno».

Il bando di selezione è stato pubblicato nel 2016. La procedura si è conclusa a fine anno anche perché «nel frattempo abbiamo avuto la visita del gruppo di esperti Anvur sulla qualità della ricerca», aggiunge il rettore. «La scelta del direttore generale rientra nelle prerogative del rettore - osserva - Nel nuovo Statuto, però, abbiamo voluto ribadire la centralità del Senato accademico nella governance di Unife riconoscendo il valore di questo parere. Per la gestione delle fasi preliminari è stata istituita una commissione ad hoc». Idonee sono state ritenute le candidature del dirigente dell’area tecnica di Unife, Giuseppe Galvan, e di un alto dirigente della Camera di commercio di Bologna, Franco Baraldi.

L’esperienza maturata da quest’ultimo, ex dirigente della Sapienza di Roma, avrebbe potuto aprirgli la strada per l’incarico. «Ma prima che venisse completato l’esame della questione da parte del Senato accademico è giunta via mail la rinuncia del candidato», afferma Zauli. Nell’organo si è discusso sulla validità legale della rinuncia giunta per posta elettronica, ma qualcuno dei presenti ha eccepito anche sul nome di Galvan. Zauli non entra nei dettagli ma dalle indiscrezioni raccolte dalla “Nuova” emergono due ipotesi: il curriculum dell’ingegnere appariva troppo schiacciato sull’area di competenza (tecnica) per un incarico ad ampio spettro; qualcuno inoltre avrebbe preferito una “svolta” più netta nella conduzione. Fatto sta che Zauli si è presentato in cda con il nome di Galvan ed il fax con la rinuncia formale di Baraldi. «Il consiglio di amministrazione - è la ricostruzione del rettore - ha dato l’ok con un unico astenuto alla nomina di Galvan che ha tutta la mia stima e fiducia: è un ottimo professionista ed è entrato bene nel ruolo». Il manager percepisce lo stipendio da direttore generale ma, essendo in aspettativa, rinuncia a quello di dirigente dell’area tecnica che esercita come dg e senza compenso. «Una scelta simile, un dirigente nominato direttore generale, è stata fatta anche in altri atenei, come Bologna», puntualizza il rettore. «L’incarico ha una durata di un anno, anche se la legge Gelmini fissa un limite di quattro, così avrò il tempo di valutare i risultati prima di assumere una decisione a più lungo termine - annuncia Zauli - Pubblicheremo un nuovo bando ma si può anche prorogare l’incarico in corso». E lo “strappo” col Senato? «Non ci sono motivi per ulteriori strascichi - conclude Zauli - ma questo non significa che mi aspetto da ora in poi unanimità di vedute. È la democrazia». (gi.ca.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google