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Vede la razzia in casa sua e viene colta da malore

Vede la razzia in casa sua e viene colta da malore

Furto con scasso nell'abitazione di una coppia d'anziani. Altri due furti fotocopia si sono verificati nella stessa via in cinque giorni

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FONDORENO. Erano andati a mangiare una pizza con gli amici ed al ritorno hanno trovato la casa devastata.

«Erano le 23 quando mio marito ed io, ritornati alla nostra abitazione a Fondoreno -racconta la signora ancora molto provata - abbiamo notato subito che la luce esterna era spenta e pensando che si fosse fulminata la lampadina, siamo entrati trovando invece il disastro; non riuscivamo neppure ad aprire la porta perché dentro era tutto sottosopra; avevamo rovistato dappertutto, spostando mobili, quadri, credenze, ogni cosa». Non c'è voluto molto ai coniugi per capire cosa era accaduto, hanno chiamato subito i carabinieri mentre iniziavano il doloroso giro per la casa - con grande difficoltà per l'enorme disordine che si trovavano di fronte - e constatare cosa mancava e da dove i ladri erano entrati.

«L'accesso scelto - prosegue la signora nel suo racconto - era stato quello della finestra del bagno nel retro dell'abitazione che dà sulla campagna , protetta però dalle inferriate che erano state divelte. Prima hanno provato a rompere il muro lasciando i calcinacci per terra, poi sono andati nel fienile, hanno preso una pesante trave ( mi chiedo che forza avessero per trasportarla ed usarla contro la finestra..) con la quale hanno completato l'opera. Sempre nel fienile hanno prelevato un piccone con il quale hanno fatto il resto in casa dove hanno cercato inutilmente una cassaforte che non possediamo facendoci però molti danni. Hanno trovato solo due collier d'oro a cui eravamo legati affettivamente e niente soldi ma procurandoci un grande disagio ed a me, uno stress fisico da cui non mi sono ancora ripresa perché non riconosco più la mia casa, non la sento più mia».

La signora che è diabetica ed ipertesa quando ha visto le condizioni in cui si trovava la sua casa si è sentita male ed il marito ha telefonato alla guardia medica, sentendosi rispondere che chiunque di fronte ad un furto avrebbe reagito così, per cui non c'era da preoccuparsi, doveva mettersi tranquilla che tutto sarebbe passato; altrimenti che lei stessa si recasse alla guardia medica».

«Non ero proprio in grado di uscire - prosegue la signora - lasciando la casa con la finestra aperta e tutto quel disordine, con i carabinieri che stavano arrivando per cui ho telefonato a mia figlia che è medico ma risiede a Padova chiedendole un consiglio poiché avevo due situazioni da affrontare: il furto e la mia salute».

L'episodio purtroppo per la zona dove risiedono i coniugi non è stato l'unico; in poco meno di 5 giorni l'abitazione di due giovani sposi che risiedono dopo di loro ha subito lo stesso identico furto mentre nella casa che si trova un numero civico prima della loro, che appartiene ad una cugina dei derubati, ancora disabitata ma in procinto di essere affittata, è stata rubata la grande stufa a pellet, posizionata per rendere più confortevole il lavoro degli imbianchini e la sera dopo tutta la fornitura del pellet; tanto a cosa poteva servire se non c'era più la stufa.

«È questa la terza volta che i ladri vengono a casa mia in 15 anni - conclude la signora - la prima volta per rubarmi due videoregistratori mi uccisero anche il cane; la seconda cinque anni fa mi rubarono, di giorno, il grande televisore che mio marito mi aveva appena regalato per il compleanno ed ora hanno fatto questo disastro per due catenine, risparmiando almeno la cagnolina alla quale hanno dato però da mangiare il cibo del gatto e così lei se n'è stata tranquilla. Ho voluto denunciare quanto accaduto perché nella nostra strada le case sono a 300 metri l'una dall'altra ed è difficile perciò sentire rumori sospetti, però almeno che la gente sappia da cosa deve difendersi».

Margherita Goberti

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