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Comune risponde a cittadina dopo il sollecito di Casa Pound

Comune risponde a cittadina dopo il sollecito di Casa Pound

CESTA. Ida Rosaria Marotta vive in via Valerio Faccini a Cesta, frazione di Copparo, e lo scorso autunno ha deciso di prendere carta e penna e scrivere al primo cittadino, Nicola Rossi, per chiedere...

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CESTA. Ida Rosaria Marotta vive in via Valerio Faccini a Cesta, frazione di Copparo, e lo scorso autunno ha deciso di prendere carta e penna e scrivere al primo cittadino, Nicola Rossi, per chiedere un intervento sulla strada in questione. «La via è dotata di illuminazione nel solo tratto iniziale, non è dotata di pista ciclabile e la situazione che si viene a creare è di notevole pericolo per pedoni e ciclisti. Nella lettera - spiega la copparese - chiedevo anche di valutare l’opportunità di installare, almeno fino ad una cooperativa agricola situata nel tratto iniziale della via, di dossi artificiali per ridurre la velocità degli automezzi come sulla provinciale, all’altezza della farmacia». A dicembre, questa lettera (consegnata personalmente dalla signora all’ufficio protocollo di Copparo) non aveva ancora ricevuto risposta. La signora, allora, ha chiesto aiuto ai militanti di Casa Pound. Il gruppo allora, lo scorso 27 dicembre, ha inviato una missiva praticamente identica, chiedendo informazioni sulla situazione. Il 20 gennaio, l’amministrazione comunale ha risposto, ma alla richiesta inviata da Casa Pound. «Sono felice - ha detto la signora Marotta - che sia arrivata una risposta alla mia richiesta. Non posso far altro che ringraziare i ragazzi di Casa Pound per aver condotto questa ricerca ed aver ottenuto le risposte che non mi sono state date. Il Comune annuncia che saranno posati lampioni in via Faccini, entro l’anno, e che c’è un progetto sicurezza per gli utenti deboli della strada, in cui si valuterà quale intervento sarà possibile effettuare. E si dice anche che per realizzare un marciapiede è necessario un esborso consistente e che adesso i finanziamenti non ci sono, ma che si terrà conto dell’esigenza per i progetti futuri». Alla fine, una risposta è quindi arrivata. Ma riporta chiaramente il numero di protocollo relativo all’istanza avanzata da Casa Pound. Quindi, di fatto, alla signora non è stato risposto. Anche se l’amministrazione comunale, inserendo le esigenze nella programmazione futura ha indirettamente risposto alla signora Marotta, una lettera alla donna non è mai arrivata.

Alessandro Bassi

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